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Archivi: Luoghi Aleramici

Occimiano

Situato in provincia di Alessandria, Occimiano è un piccolo comune piemontese la cui storia affonda le radici nel periodo romano, come dimostrano alcune lapidi ritrovate nella zona. Il toponimo, attestato fin dal 882 con varie forme come “Occimianus” e “Ozimianus”, richiama un passato ricco di eventi e dominazioni. Già nel 69 d.C. il vescovo Siro di Pavia fece riferimento al “Castrum Occimiani”, segno dell’esistenza di un castello in loco. Nel Medioevo, il controllo su Occimiano fu oggetto di contese tra diversi poteri, in particolare i Vescovi di Vercelli, che ottennero conferme di dominio dai vari sovrani del tempo. Nel 1149 il Comune passò sotto il dominio dei Marchesi Aleramici di Monferrato, seguendo le vicende di questo potente casato per quattro secoli. Nel febbraio del 1159, l’imperatore Federico Barbarossa sostò al castello di Occimiano in occasione delle sue controversie con Milano, preludio alla devastazione della città lombarda. Occimiano fu inoltre residenza di importanti figure del Monferrato, come Guglielmo V e suo figlio Bonifacio, noto mecenate e crociato, che si dilettavano tra giullari, menestrelli e splendide cortigiane. Nel 1374 passò a Giovanni del Monferrato e successivamente agli Incisa, mentre nel XVI secolo la contea fu ceduta dai Gonzaga di Mantova ai conti di Mornese. Nel 1431, durante l’invasione di Francesco Sforza, Occimiano subì un assedio ma si salvò dalla distruzione pagando un’ingente somma, a differenza di altri centri vicini che furono rasi al suolo.

Novi Piemonte

Novi Piemonte è un comune ricco di storia situato in provincia di Alessandria, nel cuore della regione Piemonte. Le sue origini sono strettamente legate all’epoca longobarda, durante la quale i monaci colombaniani svolgevano un ruolo fondamentale nello sviluppo del territorio. Essi promossero l’agricoltura recuperando terre abbandonate, potenziarono allevamenti e conservazione alimentare, e rilancarono le vie commerciali e del sale, favorendo scambi con la pianura e la costa ligure. Nel XII secolo Novi godette di un periodo come libero comune, ma fu sempre coinvolta nelle tensioni tra le città di Tortona, Pavia e Genova. Nel corso dei secoli, la città fu contesa tra il Marchesato del Monferrato e i signori di Milano, subendo assedi e cambi di dominio, inclusa la signoria di Giovanni Visconti a metà del XIV secolo. Dal 1392 Novi passò sotto il controllo di Genova, con un breve intermezzo di occupazione da parte di Facino Cane. Successivamente fu assegnata alla famiglia genovese dei Fregoso e rimase sotto il dominio genovese fino alla fine del Settecento, diventando la città principale dell’Oltregiogo.

Mortara

Mortara, situata in provincia di Pavia, affonda le sue radici in un passato antico che risale al VII secolo a.C., quando popolazioni celtiche scelsero questo luogo più asciutto nei pressi delle paludi circostanti per fondarvi un insediamento. Interessanti testimonianze storiche suggeriscono che il centro urbano odierno derivi da un antico castrum romano, evidente nel reticolo ortogonale delle sue stradine. Nel Medioevo, Mortara fece parte della contea di Lomello e nel 773 fu teatro di una cruenta battaglia tra l’esercito di Carlo Magno e i longobardi di Desiderio, episodio che, secondo la leggenda, avrebbe dato origine al nome Mortara, interpretato come “altare dei morti”. Altre tradizioni suggeriscono invece che il nome derivi da un altare dedicato al dio Marte. Nel 1164 il borgo fu posto sotto il dominio di Pavia da Federico I e divenne sede di podesteria. Successivamente passò sotto il controllo milanese, prima con i Visconti e poi con gli Sforza, diventando luogo di svago e caccia per la corte ducale. Gian Galeazzo Visconti autorizzò la cittadina a cambiare nome in Beldiporto, denominazione mantenuta fino al 1402.

Montelupo (Marcenasco Alba)

Montelupo è un antico borgo situato in Piemonte, precisamente in provincia di Cuneo. Il suo nome, che in piemontese suona “Montluv”, trae origine da una suggestiva leggenda che narra come l’area fosse un tempo abitata dai lupi. La sua storia risale al XIII secolo, periodo in cui si sviluppò e fu soggetta al controllo di diverse famiglie nobiliari influenti, tra cui i Gonzaga, i Mombaruzzo, i Malvasia e i Rangone.

Montechiaro (Asti)

Montechiaro, chiamato Monciàir in piemontese, è un comune situato in provincia di Asti, nella regione Piemonte. Il suo nome deriva dal latino Mons Clarus, in riferimento probabilmente al colore chiaro del terreno, anche se questa origine non trova conferme storiche. Il paese ha radici risalenti al XIII secolo, quando venne fondato come centro fortificato per proteggere il territorio astigiano dalle incursioni nemiche. La sua storia è strettamente legata a quella della città di Asti e ai conflitti con il vicino Monferrato. Nel corso dei secoli, Montechiaro passò sotto il controllo dei Visconti di Milano e successivamente dei Savoia, dopo gli avvenimenti delle guerre franco-spagnole e la pace di Cambrai del Cinquecento. Durante il Seicento, molte delle fortificazioni furono distrutte nelle guerre di successione del Monferrato, lasciando come testimonianza dell’antico castello una torre quadrata in cotto, che oggi si trova all’angolo del palazzo comunale. Montechiaro è inoltre noto per essere il paese d’origine del bisnonno di papa Francesco e della nonna di San Giovanni Bosco.

Monte (Valenza)

Monte è una frazione del comune di Valenza, situata in Piemonte, nella provincia di Alessandria. La sua storia è segnata da vari passaggi di proprietà: inizialmente appartenente all’abate di Sant’Ambrogio di Milano dalla fine del IX secolo, nel XIII secolo divenne feudo del Marchese del Monferrato, che lo affidò ai Cattanei, figure di conti rurali o castellani. Nel 1347, Monte tornò sotto il dominio dei Paleologi del Monferrato e successivamente passò ai Duchi di Milano. Da allora, Monte è stato amministrato come sobborgo di Valenza, mantenendo un legame storico e amministrativo con la città.

Montalenghe (Ivrea)

Montalenghe è un comune situato nella città metropolitana di Torino, nel Piemonte. Il nome del paese ha origini antiche e potrebbe derivare dalla fusione di “monte” con il patronimico germanico “Adeling” o “Allo”; un’altra interpretazione suggerisce invece che derivi da “Montislega locus silvestris”, che significa “abitato disteso a lingue in luogo boscoso”. I primi documenti storici che menzionano Montalenghe risalgono al XII secolo, in particolare un atto del 1156 in cui Guido, conte del Canavese, cede il controllo di un ponte strategico sulla Dora di Mazzè a un consorzio probabilmente composto da nobili provenienti da S. Giorgio, Montalenghe e Agliè. Nel corso dei decenni successivi, Montalenghe acquisisce un ruolo significativo nel Consortile del Canavese, una forma di governo territoriale che combinava elementi di autonomia cittadina e cooperazione consortile tra diverse comunità, sancendo libertà di residenza e collaborazioni per la difesa e la diplomazia tra Ivrea e il Canavese, contrastando le minacce di signori e comuni vicini.

Montaldo (Acqui)

Montaldo, conosciuto in piemontese come Montaud Bormia, è un piccolo borgo situato nell’alto Monferrato, nella provincia di Alessandria. La sua storia affonda le radici nel periodo longobardo, quando il territorio faceva parte dei possedimenti dell’abbazia di San Colombano di Bobbio. Questo monastero controllava importanti vie di comunicazione, tra cui la Via Postumia, attraverso una rete di beni che includeva le abbazie di Prencipiano e di Santa Giustina di Sezzé. Nel 1164, un documento imperiale menzionava l’area con il nome “Ambo Carpineta”, comprendendo sia l’odierno Carpeneto sia il sito allora poco conosciuto di Montaldo. Tra il XII e il XIII secolo, il marchese Bonifacio di Monferrato negoziò con la città di Alessandria questioni territoriali, coinvolgendo anche Montaldo (indicato come Carpeneto inferiore). Dal XIV secolo, con l’occupazione del marchese Tommaso Malaspina, il paese è chiaramente citato nelle fonti storiche. Successivamente, Montaldo rientrò nella giurisdizione di Alessandria e nel 1488 divenne feudo della famiglia Della Valle, proprietaria fino al 1605, anno in cui passò a Sebastiano Ferrari, conte di Orsara.

Monforte (Alba)

Monforte, situato nel cuore del Piemonte in provincia di Cuneo, è un comune ricco di storia e testimonianze medievali. Nel lontano anno 1028, il castello di Monforte divenne teatro di un episodio significativo legato alle lotte religiose del tempo. Difatti, i suoi feudatari e la popolazione avevano aderito al credo cataro, una fede considerata eretica dalla Chiesa cattolica. Tale posizione spinse l’arcivescovo di Milano, Ariberto da Intimiano, insieme al vescovo di Asti, Alrico, a organizzare un assedio volto a riconquistare il castello. Dopo la resa, la popolazione fu deportata a Milano, dove fu costretta a scegliere tra l’abiura del credo cataro e la morte sul rogo. La storia ricorda con onore chi scelse di mantenere ferme le proprie convinzioni di fronte alla condanna. Questo evento è commemorato anche a Milano, dove un corso porta il nome di Monforte in loro memoria.

Mondonio (Asti)

Mondonio è una suggestiva frazione del comune di Castelnuovo Don Bosco situata in provincia di Asti, Piemonte. Il borgo mantiene intatto il suo carattere medievale, testimoniato dalla sua struttura urbanistica di origine antica. Secondo le tradizioni locali, già alla fine del XII secolo sulla collina di Mondonio si ergeva una fortificazione, mentre l’insediamento principale si trovava presso la chiesa di Raseto. I resti storici suggeriscono che il borgo fosse protetto da almeno due cerchie di mura, all’interno delle quali si trovava un castello dotato di più torri e una cappella. Un evento di rilievo legato a Mondonio è la morte, avvenuta nel 1857 per tubercolosi, di un giovane allievo di San Giovanni Bosco, figura di riferimento per la gioventù, nella sua abitazione locale.