Acquedolci
Acquedolci, situata in Sicilia nella provincia di Messina, è un comune dalla storia profondamente legata a quella di San Fratello. Questa località divenne rifugio per molti sanfratellani dopo la devastante frana dell’8 gennaio 1922 che colpì il loro paese natale. Un tempo semplice frazione di San Fratello, Acquedolci si sviluppò rapidamente grazie all’afflusso di popolazione e alle sue attività economiche di un tempo, fra cui la lavorazione della seta, la macina del frumento e la raffinazione della canna da zucchero. Il suo nome deriva proprio dalla presenza storica della canna da zucchero e dall’antico porto naturale noto come “Carricatorum Acquarium Dulcium”. Testimonianze archeologiche, come frammenti di anfore rinvenuti in Piazza Dante, confermano l’importanza del territorio già in epoca antica, quando apparteneva all’area dell’antica Apollonia, menzionata da Cicerone. Durante il dominio arabo in Sicilia, nella Val Demone, Acquedolci fu uno dei centri più attivi e strategici, un ruolo mantenuto anche sotto la dominazione normanna e aragonese. È notevole che ancora oggi, fra gli abitanti di origine sanfratellana, si parli l’antico dialetto Galloitalico, testimonianza di un ricco passato culturale. Nel 1969 Acquedolci venne riconosciuto come comune autonomo, segnando una nuova fase del suo sviluppo urbano e amministrativo.
