Passa al contenuto principale

Archivi: Luoghi Aleramici

Picerno

Picerno, situato nella regione Basilicata, è un comune dalle antiche origini che risalgono alla tarda età del Ferro, popolato successivamente dai Lucani prima della conquista romana. Documentato sin dall’XI secolo, il borgo era già provvisto di fortificazioni e ha visto il susseguirsi di importanti signori feudali, tra cui Rinaldo d’Aquino, Giovanni Pipino conte di Potenza, i Sanseverino e i Caracciolo nel periodo aragonese. Picerno è particolarmente noto per la sua peculiare identità linguistica, appartenente al gruppo delle colonie galloitaliche del nord Basilicata, come evidenziato dagli studi dello studioso Gerhard Rohlfs, che ha rilevato una base linguistica sorprendentemente unitaria e caratteristiche fonetiche uniche nella zona, distinguendo il dialetto di Picerno da quelli circostanti. La frazione di Perolla, pur amministrativamente parte di Savoia di Lucania, condivide questa peculiarità linguistica, mantenendo forti legami con Picerno a livello culturale e sociale.

Nemoli

Nemoli è un piccolo comune situato nella provincia di Potenza, nella regione Basilicata. Il suo territorio presenta tracce di insediamenti umani risalenti al V secolo a.C., con indizi che suggeriscono l’esistenza di una città di origine fenicia. Il primo nucleo abitativo stabile risale ai primi secoli del primo millennio. Nel Medioevo, Nemoli era conosciuto come Il Bosco e inizialmente dipendeva dalla città di Lauria; successivamente fu integrato nel territorio di Rivello, di cui costituiva uno dei tre casali insieme a San Costantino e Rotale. Nel 1650, l’arrivo di un gruppo numeroso di Valdesi, provenienti dalla confinante Calabria a seguito di persecuzioni, portò a un significativo aumento della popolazione locale.

Verolengo (Ivrea)

Verolengo, noto in piemontese come Vorlengh, è un comune situato nella città metropolitana di Torino, in Piemonte. Il suo territorio mostra tracce di insediamenti urbani risalenti all’epoca romana, a testimonianza di una lunga storia di presenza umana. Nel periodo carolingio, Verolengo faceva parte della Marca d’Ivrea, per poi entrare a far parte del marchesato del Monferrato. Successivamente il controllo passò ai Gonzaga, duchi di Mantova. Il trattato di Cherasco segnò il definitivo passaggio del territorio ai Savoia, che mantennero il dominio fino all’unificazione dell’Italia. Soltanto durante l’epoca napoleonica Verolengo fu temporaneamente incorporato nei domini francesi.

Valenza

Valenza, situata nel cuore del Piemonte in provincia di Alessandria, è una città con una storia millenaria che si riflette nel suo patrimonio culturale e strategico. Originariamente un avamposto dei Liguri, fu conquistata dai Romani nel II secolo a.C., segnando l’inizio di una lunga storia di dominazioni e difese militari. La leggenda narra che l’attuale insediamento urbano nacque grazie a San Massimo, il quale scelse di raccogliere la popolazione mediante il segno di una colomba posatasi in un luogo sacro. Nel corso dei secoli, Valenza subì numerosi assedi e dominazioni: dai Longobardi ai Franchi, passando per Visconti, Spagnoli e Francesi, la città resistette in modo eroico a numerose incursioni, in particolare durante la Guerra dei Trent’anni e le guerre del XVII secolo. La città fu infine integrata nel dominio dei Savoia nel 1707, segnando la sua importante posizione nella storia piemontese. La sua fortezza e il coraggio dei suoi abitanti testimoniano un passato di resistenza e centralità strategica nel nord Italia.

Trino (Casale )

Trino, località storicamente conosciuta come Trino (Casale), è un borgo piemontese ricco di testimonianze che coinvolgono la storia medievale e rinascimentale del Monferrato. La prima menzione documentaria risale al 1014, mentre nel 1186 viene citata tra le pievi della diocesi di Vercelli, a cui appartenne per lungo tempo. Il borgo fu infeudato nel 1155 a Guglielmo del Monferrato e ottenne lo status di borgo franco nel 1210, simbolo della sua crescente autonomia. Nel corso dei secoli, Trino subì diversi passaggi di dominio: nel 1253 Corrado IV lo concesse a Bonifacio del Monferrato, mentre tra il 1431 e il 1453 fu occupato da Amedeo VIII di Savoia. Successivamente, i Gonzaga ereditarono il borgo, mantenendolo fino al 1631, quando, con il trattato di Cherasco, passò ai Savoia. Trino mantenne per breve periodo occupazioni spagnole prima di tornare definitivamente alla casa Savoia nel 1658. Nel 1763 la località ottenne ufficialmente il titolo di città, riconoscendo la sua importanza storica e culturale nel territorio piemontese.

Tricerro (Trino)

Tricerro, chiamato in piemontese “Trisèr”, è un caratteristico borgo situato nella provincia di Vercelli, Piemonte. Il suo nome trae origine dal latino “Tres” e “Cerri”, in riferimento a tre alberi di cerro, una particolare specie di quercia, che un tempo contraddistinguevano il luogo. Nel 1202, Tricerro faceva parte di uno dei villaria acquisiti dal comune di Vercelli dai marchesi del Monferrato e, sedici anni dopo, divenne un borgo franco sviluppatosi lungo un’antica strada. L’area circostante ospita testimonianze archeologiche di due insediamenti risalenti all’epoca dell’Impero romano. La topografia dell’abitato ha mantenuto caratteristiche costanti fino al XIX secolo, come testimoniano il fossato perimetrale e una torre, elementi che raccontano la storia e la struttura difensiva del borgo.

San Mauro di Pulcherada

San Mauro di Pulcherada, noto in piemontese come San Mò, è una storica località situata nell’attuale città metropolitana di Torino, in Piemonte. Le sue origini si intrecciano con la fondazione di un’abbazia benedettina attestata fin dal 991, quando il marchese del Monferrato Anselmo decise di ricostruire il monastero devastato dalle incursioni saracene. La denominazione ‘Pulcherada’, che significa “bella spiaggia” o “bella rada”, richiama la suggestiva posizione in un’area che un tempo costituiva il letto del fiume Po. Nel corso dei secoli, l’abbazia divenne centro spirituale e civile del territorio circostante, assumendo un ruolo importante nella comunità locale sotto l’amministrazione dell’abate. Nel Medioevo, la sua storia fu segnata da donazioni e passaggi di proprietà, tra cui l’unione e successiva separazione dal monastero di Susa e il riconoscimento come abbazia nel 1159. Il XII secolo rappresentò il periodo di massimo splendore per l’abbazia, che tuttavia patì la sua posizione strategica al confine tra il Marchesato del Monferrato e il Ducato di Savoia, diventando teatro di frequenti conflitti. Tali eventi contribuirono al suo declino, culminato nel 1474 con la trasformazione in commendam, regime che favorì l’autonomia della comunità locale. Il nome odierno, San Mauro, risale al 1420 ed è un omaggio a San Mauro abate, monaco benedettino che nel VI secolo soggiornò nel monastero. Fino al 1603 l’abbazia rimase sotto la guida dei Benedettini per poi passare al clero secolare, mentre parallelamente la dinastia sabauda consolidava la sua influenza politica sul territorio.

Somano (Alba)

Somano, noto in piemontese come Soman, è un piccolo borgo situato nella provincia di Cuneo, Piemonte. Le sue origini risalgono probabilmente all’epoca romana, come testimonia un tratto di strada selciata rinvenuto lungo la ripida salita che conduce dal torrente Rea all’abitato attuale. La prima attestazione scritta del borgo risale al 1078, quando risulta essere di proprietà della famiglia del marchese Olderico Manfredi, come riportato in un atto di donazione firmato dalle sue figlie. Nel corso del XII secolo, Somano possedeva un piccolo castello, successivamente distrutto poco dopo l’acquisizione del luogo da parte della dinastia dei Savoia agli inizi del XVII secolo. Tra i vari feudatari medievali del borgo si annoverano i marchesi di Saluzzo e del Monferrato, i conti di Laigueglia e alcuni patrizi genovesi.

Sezzadio

Sezzadio, piccolo comune situato in provincia di Alessandria, si distingue per le sue radici antiche che affondano probabilmente tra il primo e il secondo secolo a.C., epoca in cui il territorio veniva sfruttato dai Romani soprattutto per scopi agricoli. È ipotizzabile che l’insediamento originario fosse nato intorno al 109 a.C. come una stazione di posta, tappa di riposo per i viaggiatori romani e i loro cavalli. Successivamente, grazie alla posizione strategica e alle caratteristiche del territorio, divenne anche un presidio militare. La fama storica di Sezzadio è strettamente legata alla figura di Aleramo, nato presumibilmente intorno al 934, considerato il capostipite dei Marchesi del Monferrato e leggendario fondatore della Marca Aleramica. La sua storia si intreccia con miti e leggende che ne esaltano l’origine nobile e l’importanza nella formazione del Monferrato, regione segnata durante il medioevo da frequenti conflitti feudali, invasioni e devastazioni. Le fonti storiche certe su Aleramo sono limitate: si sa che ricevette un feudo nel 933 dal re d’Italia Ugo I e che fu investito di terre nell’attuale provincia di Alessandria nel 955. Dopo il 967, fatto misterioso, non si hanno più notizie dirette su di lui, mentre il figlio Anselmo appare citato in documenti dal 991. Le leggende popolari lo ritraggono impegnato in una mitica cavalcata che avrebbe tracciato i confini del Monferrato, anche se i primi riferimenti scritti a questo racconto risalgono al Trecento. Aleramo è inoltre collegato a eventi complessi, come il suo ruolo nelle trattative per liberare la famiglia di sua moglie Gerberga, catturata da Ottone I di Sassonia, situazione che gli avrebbe garantito la promessa di terre in cambio di una corsa di cavalcata di tre giorni e tre notti su terreni ancora selvaggi e minacciati da incursioni saracene.

Solero (Alessandria)

Solero, un piccolo comune situato in provincia di Alessandria, Piemonte, vanta radici antiche che risalgono all’età del bronzo, con la sua fondazione storica attribuita all’epoca della dominazione romana. Durante il regno dei Franchi tra il V e il IX secolo, Solero fu parte di un feudo gestito dall’abbazia di San Martino di Tours, che nel X secolo vi trasferì le reliquie di San Perpetuo, vescovo successore di San Martino di Tours, tuttora custodite nella chiesa parrocchiale locale a lui dedicata. Nel 1048 nacque a Solero San Bruno, che è considerato il patrono del paese. Nel 1168 Solero si unì ad altri borghi per formare Alessandria, condividendone così le vicissitudini storiche, inclusa la distruzione durante le campagne di invasione di eserciti come quello guidato da Federico Barbarossa. All’inizio del Settecento, il territorio fu annesso al dominio dei Savoia e divenne feudo della famiglia Guasco, che vi edificarono un castello. Successivamente, questo passò ai Faà di Bruno a seguito di un matrimonio con la figlia dell’ultimo marchese Guasco.