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Archivi: Luoghi Aleramici

Levone (Rivara Canavese)

Levone, noto in piemontese come Alvon, è un piccolo comune situato nella città metropolitana di Torino, immerso nella storica regione del Canavese. Il suo territorio è ricco di testimonianze antiche, come lapidi e iscrizioni risalenti al III-IV secolo, che attestano la presenza di un exilium di epoca tardo-imperiale. La prima menzione documentale di Levone risale al 1197, attraverso un atto che cita proprietà appartenenti ad Alisia e ai suoi fratelli, nomi tipicamente longobardi. Tra il XIII e il XVIII secolo, Levone fu un feudo sotto la giurisdizione dei Conti Valperga di Rivara. Nel 1390, il paese fu occupato dalle truppe del Marchese di Monferrato, periodo durante il quale la popolazione partecipò alla rivolta nota come ‘Tuchinaggio’, un movimento di protesta diffuso nel Canavese contro i signori locali. La dominazione di Casale Monferrato terminò nel 1631, con il Trattato di Cherasco, quando Levone entrò a far parte del territorio della Casa Savoia, seguendone le vicende storiche successive. Documenti conservati presso l’archivio dei conti Valperga di Rivara riportano eventi tragici del 1472, come la condanna a morte di tre donne per stregoneria a Forno di Rivara, con processi che coinvolgevano anche donne di Levone, sulle quali pendevano numerose accuse inquisitoriali.

Loreto (Castigliole Asti)

Loreto, situata in Piemonte presso Costigliole d’Asti, rappresentava nel medioevo un importante centro di potere sotto il controllo dei discendenti di Aleramo di Monferrato. Questo luogo strategico ospitava un vasto contado, simbolo della potenza della famiglia Aleramica nella regione. Nel 1255, però, Loreto fu distrutta dagli Astigiani, evento che segnò la fine della sua importanza come sede di signoria. Attualmente non rimangono tracce dell’antico insediamento medievale. Tuttavia, il luogo continua a mantenere un significato spirituale, ospitando la chiesa parrocchiale dedicata a Nostra Donna di Loreto, edificata su siti di culto risalenti all’XI e al XVI secolo, testimonianza della lunga tradizione religiosa e architettonica del luogo.

Leyni (Torino)

Leinì è un comune situato nella città metropolitana di Torino, il cui nome appare per la prima volta documentato in un diploma dell’anno 999, concesso dall’imperatore Ottone III a favore del Vescovo Leone di Vercelli. La zona, nota come Vauda o Valda di Leynì, era già stata precedentemente conferita da Berengario II d’Ivrea. Nel corso del Medioevo, Leinì si affermò come un centro di rilievo strategico, dotandosi di fortificazioni quali muri e un fossato, ancora parzialmente visibili, per difendersi dalle frequenti incursioni dei signori dei territori limitrofi. Nel 1300, Leinì subì contese tra i Signori di Monferrato e quelli di Savoia. Nel 1379, il Conte Verde, Amedeo IV di Savoia, ottenne il castello e il villaggio di Leinì, restituendolo ai Provana, che mantennero il controllo fino al 1700. Originariamente chiamata Lainiani, la denominazione Leynì si affermò solo a partire dal Cinquecento.

Lanero (Nizza Monferrato)

Lanero è una frazione di Nizza Monferrato, situata in provincia di Asti, Piemonte. Le origini storiche di Nizza Monferrato risalgono a un atto pubblico del 1021, nel quale è citata la “villa curte Nicia”. La data tradizionale di fondazione della città è però il 1225, quando, secondo la tradizione, gli abitanti di sette castelli distrutti dagli Alessandrini si unirono per fondare una nuova comunità. Una leggenda popolare narra una rivolta dei cittadini contro i signori locali che pretendevano il “ius primae noctis”. Lanero si sviluppò intorno all’antica abbazia di San Giovanni in Lanero, da cui prende il nome, conservando così un collegamento significativo con la storia religiosa e rurale della zona.

Incisa Scapaccino

Incisa Scapaccino, conosciuta in piemontese come Ansisa, è un comune situato nel cuore del Piemonte, in provincia di Asti. Le sue origini risalgono all’epoca romana, con la prima documentazione storica che appare già nel 984 d.C. durante il periodo medievale. Nel XII secolo, Incisa Scapaccino divenne la capitale di un piccolo marchesato aleramico, una signoria indipendente che mantenne la propria autonomia nonostante i vari passaggi di potere avvenuti fino al 1548.

Ivrea

Ivrea, nota anche con il suo antico nome Eporedia, è una città ricca di storia situata nel Piemonte, in provincia di Torino. Fondata nel V secolo a.C. dai Salassi di origine celtica, la città si sviluppò come un importante centro strategico sulle vie di comunicazione transalpine. Durante l’epoca romana divenne una colonia militare, preservando ancora oggi resti archeologici significativi come quelli dell’anfiteatro romano. Nel medioevo, Ivrea assunse un ruolo di rilievo come ducato longobardo e successivamente come contea e marca sotto il regno franco, guidata dalla dinastia Ascarica. Nel Mille, fu il centro di potere del marchese Arduino da Pombia, eletto re d’Italia. Nel corso dei secoli successivi, Ivrea visse diverse fasi di dominio, passando dalla signoria vescovile alle pretese dei marchesi del Monferrato, all’impero di Federico II e infine, stabilmente, sotto il controllo dei Savoia dal XIV secolo, mantenendo questo legame fino all’età moderna. Dal 2018, la città è riconosciuta come parte del Patrimonio dell’UNESCO, testimonianza della sua importanza storica e culturale.

Gassino (Torino)

Gassino Torinese, situato nella città metropolitana di Torino in Piemonte, è un borgo dalla radicata storia medievale che affonda le sue origini in epoca romana, come suggerito dal ritrovamento di un’iscrizione della Gens Pollia. Le prime attestazioni scritte risalgono al X e XI secolo, con citazioni che documentano un insediamento già ben strutturato e un ruolo di centro religioso e fortificato. Nel corso dei secoli, Gassino fu teatro di diverse vicende feudali e militari: concesse autonomie importanti durante le lotte tra impero e comuni, ebbe mura autorizzate nel XIII secolo, e resistette a numerosi assedi tra XIV e XV secolo, mantenendo un forte spirito di autodeterminazione. Nel XV secolo, passò sotto il dominio dei Savoia, seguendo la loro storia poi consolidata nel Piemonte. La sua posizione strategica di confine ha sempre costituito un elemento chiave della sua identità storica e politica.

Gamalero (Alessandria)

Gamalero, situato in Piemonte nella provincia di Alessandria, è un piccolo comune caratterizzato dalla sua posizione su due colline ravvicinate, da cui probabilmente deriva il suo nome, legato al termine piemontese “gamaleri” che significa “gobba”. Già all’epoca della conquista romana nel 109 a.C., sull’area esisteva un insediamento strategico dedicato all’avvistamento e alla difesa della via verso Acqui Terme. Documenti storici attestano la sua esistenza ufficiale a partire dal diploma di Ottone I di Sassonia del 967, che confermò la proprietà di territori nella zona a favore di Aleramo di Monferrato. Nel 978 Gamalero divenne parte della diocesi di Acqui sotto il vescovo Benedetto e mantenne questa appartenenza ecclesiastica fino al 1405, nonostante le modifiche amministrative territoriali. Dal punto di vista civile, pur rimanendo sotto l’autorità dei vescovi di Acqui, seguì le vicende politiche di Alessandria, a causa della sua vicinanza. Le fonti cronachistiche indicano che Gamalero rimase un insediamento di modeste dimensioni, composto essenzialmente da poche cascine sparse tra le zone note come “La Rocca” e San Lorenzo. Nel 1240 l’imperatore Federico II di Svevia revocò la giurisdizione di Alessandria su Gamalero per assegnarla ai marchesi di Occimiano.

Gaiola (Auriate)

Gaiola, nell’antica contea di Auriate, occupa un luogo significativo nella storia del Piemonte medievale. La contea di Auriate fu un’entità politica attiva tra la fine del IX e la metà del X secolo, situata tra le attuali province di Cuneo e Saluzzo. Fu governata da una successione di conti, tra i quali spicca Arduino il Glabro, noto per le sue vittorie contro i Saraceni e per essere stato il primo marchese di Torino, ruolo conferitogli nel 951 durante la riorganizzazione territoriale voluta da Re Berengario di Ivrea. La vecchia contea venne così integrata nella più ampia Marca di Torino, ma mantenne un ruolo centrale per la casa degli Arduinici, la dinastia a cui apparteneva Arduino. Successivamente, attraverso matrimoni strategici con la casata degli Aleramici di Savona, i territori di Auriate si fusero con quelli della Liguria occidentale, dando vita a una rete di marchesati che includono Saluzzo, Clavesana e Ceva, sancendo così l’importante ruolo della zona nella formazione storica del Piemonte e della Liguria.

Forno Rivara (Torino)

Forno Rivara, situato nella città metropolitana di Torino, vanta una lunga storia che affonda le radici nell’epoca romana, come attestato da reperti archeologici rinvenuti nell’area. Nel Medioevo, il borgo fu feudo della nobile famiglia Valperga e dei marchesi del Monferrato fino al 1631, anno in cui passò sotto il controllo dei Savoia. Originariamente noto come Forno di Rivara fino al 1926, il paese è citato per la prima volta in un documento del 1014, un diploma dell’imperatore Enrico che elenca i possedimenti dell’Abbazia di Fruttuaria. Durante il Tuchinaggio, un periodo di rivolte popolari intorno alla fine del XIV secolo, le controversie a Rivara furono pacificamente risolte con l’intervento diretto del Marchese Teodoro di Monferrato. La morte di Ignazio Domenico, ultimo conte Valperga di Rivara e governatore della Regia Accademia dei Nobili, avvenuta durante l’invasione francese del 1796, segnò il passaggio dei castelli del paese al Patrimonio Regio. Nel XIX secolo, Forno Rivara divenne un importante punto di riferimento per gli artisti della Scuola di Rivara, attirando numerosi pittori nella seconda metà del secolo.