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Archivi: Luoghi Aleramici

Castagnetto (Torino)

Castagnetto, noto anche come Casgné in piemontese, è un piccolo comune che appartiene alla Città metropolitana di Torino, situato nella regione Piemonte. La sua storia affonda le radici nel primo millennio, con la prima citazione risalente al 1014 in un diploma imperiale di Enrico II a favore dell’abbazia di San Michele della Chiusa. Nel 1019, Ottone Guglielmo, conte di Borgogna e figlio di Adalberto II, donò all’abbazia di Fruttuaria metà del villaggio portuale di Chivasso con il Castello Castaneo oltre il Po, confermando l’appartenenza di Castagnetto alla marca d’Ivrea. Successivamente, il dominio diretto passò ai vescovi d’Ivrea, che considerarono Castagnetto uno dei principali feudi della loro diocesi. Nel 1227, i vescovi investirono il Marchese Bonifacio II del Monferrato del feudo, riconfermandolo poi nel 1257.

Cassine (Acqui)

Cassine è un comune situato in provincia di Alessandria, nel Piemonte, incastonato tra le colline della Bormida. La sua storia affonda le radici nell’epoca longobarda, quando il territorio faceva parte dei domini dell’abbazia di San Colombano di Bobbio, amministrato tramite l’abbazia di Santa Giustina di Sezzadio. Nel X secolo Cassine veniva citato come territorio dell’episcopato di Acqui. Una tappa significativa della sua storia è rappresentata dalla donazione del 1164, quando l’imperatore Federico I conferì il territorio al Marchese del Monferrato. Successivamente, il comune di Alessandria ne rivendicò il controllo, culminando nel 1231 con la sua conquista e distruzione, ponendo Cassine sotto un regime di tributo annuo verso Alessandria.

Casale Monferrato

Casale Monferrato, noto in piemontese come Casal Monfrà e nel dialetto monferrino come Casà, è il secondo comune per importanza nella provincia di Alessandria, Piemonte. L’area che oggi ospita la città era abitata già in epoca ligure o celto-gallica, con un insediamento chiamato Vardacate che divenne un municipium romano. Dopo le devastazioni alleate alle invasioni barbariche, il nome di Casale di Sant’Evasio emerge per la prima volta nel 988, legato al vescovo di Asti che apportò la cristianizzazione della zona. In seguito alla dominazione longobarda, Casale entrò nella marca del Monferrato sotto la famiglia di Aleramo. Nel 1215, il borgo fu distrutto dai Vercellesi con l’appoggio di Milanesi e Alessandrini, ma venne ricostruito subito dopo. Con la fine della dinastia aleramica nel 1305, sotto la signoria dei Paleologi di Bisanzio, Casale divenne la capitale del marchesato. Nel 1474, nel regno di Guglielmo VIII, ottenne il titolo di città e fu sede di una diocesi, segnando l’inizio di un periodo rinascimentale importante sotto i profili politico, religioso e culturale.

Casaleggio Boiro (Novi, Acqui)

Casaleggio Boiro è una località situata nell’alto Monferrato, parte della regione Piemonte, in provincia di Alessandria. La sua storia è strettamente legata alle antiche famiglie nobiliari e ai signori del territorio. Citata in un documento medievale di donazione al monastero di Santa Maria di Castiglione, Casaleggio Boiro fu inizialmente sotto la giurisdizione degli Obertenghi di Parodi. Nel 1164, l’imperatore Federico Barbarossa riconobbe ufficialmente il possesso di questo luogo al marchese di Monferrato, Guglielmo il Vecchio. Successivamente, nel 1435, divenne feudo di Francesco Sforza, per poi passare agli Spinola, che ne mantennero il controllo fino al 1705, con brevi interruzioni da parte delle famiglie Grillo e Scotti in periodi successivi.

Carpenetto (Bianzé)

Carpeneto è un comune situato nella provincia di Alessandria, all’interno della regione Piemonte, nel cuore dell’alto Monferrato. L’area risulta abitata fin dall’epoca romana, con testimonianze scritte che ne attestano l’esistenza sin dal 999, anno in cui viene citato come Castrum Carpani. Nel medioevo, il territorio era strettamente legato al potere ecclesiastico, risultando possedimento dell’abbazia di San Colombano di Bobbio tramite il controllo dell’abbazia di Santa Giustina di Sezzé. Questi domini ecclesiastici facevano parte di un grande feudo reale e imperiale. Successivamente Carpeneto entrò a far parte del feudo degli Aleramici, i marchesi del Monferrato, sotto la cui autorità fu confermato nel 1164 da Federico Barbarossa. In seguito a conflitti con gli Angioini alleati di Alessandria, Carpeneto subì un breve cambiamento di possesso nel 1191, per poi essere in parte recuperato dal marchese del Monferrato dopo la pace del 1203.

Caraglio (Auriate)

Caraglio, situata nella regione storica di Auriate in Piemonte, è un luogo dalle radici antiche che riflette la complessa stratificazione delle popolazioni che ne hanno segnato la storia. Originariamente scarsamente abitata dai Liguri, la zona fu popolata circa 2500 anni fa dai Celti, chiamati Galli dai Romani, che si insediarono attratti dalla fertile pianura padana. Tra contestazioni e guerre, Romani prima e successivamente Longobardi e Franchi si alternarono nel controllo del territorio. In epoca romana, nella zona dell’attuale frazione di San Lorenzo, si sviluppò un centro abitato significativo, che sopravvisse ai tempi bui delle invasioni barbariche. Successivamente, l’area fece parte della contea d’Auriate nell’ordinamento feudale di Carlo Magno. Tuttavia, tra la fine del primo millennio, l’insediamento perse importanza, probabilmente a causa delle incursioni saracene provenienti da Fraxinetum, che sconvolsero il Piemonte. Il primo documento certo che nomina Caraglio risale al 1018 e testimonia donazioni di terreni da parte di nobili locali. Nel medioevo, l’alta signoria passò nei domini dei Marchesi di Torino, del Vasto e di Saluzzo, con influenze dei vescovi di Torino e Asti.

Canelli (Acqui)

Canelli, situata nella regione Piemonte, rappresenta un borgo ricco di storia e di origini antiche. Il suo nome trae origine dal latino “LOCUS CANELLARUM”, che significa “zona piena di canne”, un richiamo alle numerose canne utilizzate come argini naturali per proteggere il territorio dalle inondazioni del fiume Belbo. Pur essendo abitata sin dai tempi dell’età romana, le prime tracce scritte che ne confermano l’esistenza risalgono all’anno 961. Nel Medioevo, la costruzione del castello conferì a Canelli un ruolo strategico significativo. Nel 1198, il consorzio dei conti di Acquosana e dei territori limitrofi si unì alle città di Asti e Alessandria per contrastare il potere del marchesato di Monferrato. Questa alleanza provocò una serie di conflitti tra Asti e Alessandria, terminati nel 1217 con la vittoria di Asti e l’acquisizione della proprietà di Canelli. Il territorio fu inoltre teatro di scontri tra guelfi e ghibellini, come l’occupazione da parte di Raimondo d’Incisa nel 1303. Nel corso dei secoli, Canelli passò sotto il dominio di importanti famiglie nobiliari quali gli Asinari, i Visconti e gli Scarampi.

Camerana

Camerana è un piccolo centro situato in Piemonte, il cui nome deriva da un termine latino indicante una proprietà fondiaria, attestato già nel XIII secolo. La sua storia si intreccia strettamente con le dominazioni che si sono succedute lungo i secoli nei territori circostanti: dai marchesi di Clavesana agli angioini, dai Visconti di Milano ai francesi, agli spagnoli, fino al ritorno sotto il controllo dei Savoia dopo il periodo napoleonico. Con l’unità d’Italia, Camerana ha preso parte agli eventi nazionali e internazionali che hanno segnato il paese, pur senza grandi vicende specifiche locali.

Calosso

Calosso è un antico borgo piemontese la cui origine toponomastica è dibattuta: potrebbe derivare dal gentilizio romano ‘Callucius’ oppure da ‘Calocero’, una forma medievale riferita a San Calogero, che fu a lungo venerato in loco fino al XVIII secolo. La prima attestazione documentaria del paese risale al 960 d.C., in un atto dove un certo Arimanno de Calocio è testimone di una permuta terriera. Nel periodo comunale, Calosso era un feudo significativo all’interno del Consortile di Acquosana, comprendente vari altri territori. Tuttavia, le divisioni ereditarie continuarono a frammentare i suoi possedimenti, indebolendo il potere delle numerose famiglie nobili locali. Ciò contribuì alla parziale conquista da parte delle potenti casate astigiane, specialmente in seguito alle devastazioni del conflitto tra Guelfi e Ghibellini intorno al 1300, che causò gravi danni e perdite tra gli abitanti. Nel 1377, il feudo venne acquistato dal banchiere astigiano Percivalle Roero, per poi entrare nei possedimenti legati al matrimonio tra Valentina Visconti e Luigi d’Orleans nel 1387, segnando il passaggio della contea di Asti sotto la sovranità francese.

Calamandrana (Acqui)

Calamandrana è un comune situato nel Piemonte, con una storia che affonda le radici nell’antichità. Originariamente abitato da popolazioni liguri di origine celtica, il territorio fu conquistato dai Romani intorno al 200 a.C. Nel medioevo, Calamandrana fu parte del Marchesato del Monferrato, con il primo documento scritto che menziona il nome risalente al 1129. La zona visse varie dominazioni, inclusi i San Marzano di Canelli e i Marchesi del Monferrato, passando poi sotto il controllo degli Asinari all’inizio del XIV secolo. Il borgo antico sorgeva intorno a un castello sulla collina, mentre la popolazione, una volta minacciata da conflitti, si rifugiò temporaneamente in un luogo elevato presso la chiesa di San Giovanni in Lanerio, fondazione della Regina Teodolinda, contribuendo così alla nascita di quello che oggi è Nizza Monferrato.