Archivi: Luoghi Aleramici
Cimena (Torino)
Cimena, noto in piemontese come Cimënna, è un antico comune situato nell’area metropolitana di Torino, nella regione Piemonte. Le sue origini risalgono a un’epoca anteriore alla dominazione romana e il nome trae probabilmente origine dall’Antico Ligure, dove “cem” o “cim” indicava un monte o un’altura, riflettendo la sua posizione geografica. Nel 1596 Cimena acquisì lo status di comune autonomo, consolidando la sua importanza sia per motivi strategico-militari sia per la fertile zona agricola su cui si sviluppava. Nel 1818 il comune di Cimena fu unito a San Raffaele, formando l’ente comunale “San Raffaele e Cimena”, denominazione mantenuta fino al 1928, anno in cui riprese probabilmente la sua autonomia o nuova configurazione amministrativa.
Chivasso
Chivasso, situato nella città metropolitana di Torino, è noto storicamente come un punto nevralgico di collegamento per diverse regioni del nord Italia, inclusi il Canavese, il Milanese, il Casalese e l’Astigiano. Fondata originariamente su insediamenti di popolazioni celtiche come i Salassi Canavesani e i Galli Cisalpini, divenne in epoca romana una colonia militare e un’importante tappa lungo la via Gallica. Il suo nome, “Clavasium”, sembra derivare dal latino tardo, indicando una località posta davanti a una collina. Nel medioevo, Chivasso fu feudo degli Aleramici e capitale del Marchesato del Monferrato, periodo in cui prosperò grazie a mura difensive, un castello, una zecca e una nuova chiesa. Successivamente, sotto i Paleologi, mantenne la sua rilevanza culturale e militare, diventando meta di artisti e intellettuali all’inizio del XV secolo. L’annessione ai Savoia nel 1431 segnò l’ingresso definitivo di Chivasso tra i centri principali del Canavese.
Cavagnolo (Torino)
Cavagnolo, situato in Piemonte all’interno della città metropolitana di Torino, vanta radici che risalgono all’epoca celtica. Successivamente dominata dai Romani, la località si sviluppò principalmente in pianura. La sua storia medievale vede Cavagnolo passare dal Marchesato d’Ivrea alla Chiesa di Vercelli, per poi essere concesso al Marchese del Monferrato, Guglielmo IV, nel XII secolo. Nel 1164 l’imperatore Federico Barbarossa confermò a Guglielmo IV il titolo di Conte di Cavagnolo e Signore di Scallaro. Nel corso del XIII secolo la cittadina alternò la sua dipendenza tra il Monferrato e la Chiesa di Vercelli. Durante questo periodo, il governo locale era affidato ai Signori Vassalli di Guglielmo, che fungevano da consiglio comunale, occupandosi delle questioni interne della comunità. Intorno alla metà del XII secolo, i monaci benedettini provenienti da Sainte Foy de Conque, in Francia, fondarono l’Abbazia di Santa Fede. Nel 1333, documenti d’archivio testimoniano che Cavagnolo tornò sotto la dipendenza del Vescovo di Vercelli.
Castiglione torinese
Castiglione Torinese, noto in piemontese come Castion, è un comune situato nella città metropolitana di Torino, in Piemonte. Le prime testimonianze storiche del borgo risalgono alla prima metà del XII secolo, quando era sotto il dominio dei conti di Torino. Nel 1160 il territorio passò ai Marchesi del Monferrato, che ottenne la conferma del proprio dominio dall’imperatore Federico I Barbarossa nel 1164. Nel 1172 Castiglione fu concesso in feudo a Gozzelino Biandrate, ma nel corso del XIII secolo tornò sotto il controllo dei Marchesi del Monferrato. La sua posizione geografica la rese un confine strategico con il territorio dei Savoia, e nel periodo che va dal XIV ai primi decenni del XVI secolo fu al centro delle lotte di potere tra i Marchesi del Monferrato e i Savoia-Acaia, che influenzarono significativamente la sua storia e il suo sviluppo.
Castelrochero (Acqui)
Castelrochero, situato nelle colline del Piemonte, rappresenta un esempio emblematico del legame tra territorio e viticoltura. La zona, ricca di vigneti, si estende lungo la strada storica che collega Nizza Monferrato a Castel Boglione, una via percorsa sin dall’epoca romana. Questo paese trae origine da un presidio militare costruito per controllare e difendere la rotta commerciale e strategica che collegava Acqui Terme alla Valle Belbo. Il castello, edificato sulla sommità rocciosa della collina denominata ‘Ruché’, custodiva la via di comunicazione, conferendo sicurezza anche durante le invasioni barbariche. Le prime testimonianze storiche di Castelrochero risalgono all’anno 967, quando faceva parte dei domini di Aleramo, identificato come capostipite dei Marchesi del Monferrato, figura centrale nella politica medievale piemontese. La fortezza di Castelrochero aveva un ruolo strategico significativo, frequentemente contesa tra i vari signori del Piemonte meridionale. Nel 1310, il marchese Bonifacio di Incisa consolidò il controllo su Castelrochero a seguito di un’investitura imperiale ricevuta ad Asti.
Castelnuovo Bormida
Castelnuovo Bormida, noto localmente come Castinouv an Boumia in piemontese, è un comune situato nella provincia di Alessandria, nella regione Piemonte. Le sue origini storiche affondano nell’epoca longobarda, quando il territorio faceva parte dei possedimenti dell’abbazia di San Colombano di Bobbio. Questo controllo veniva esercitato tramite l’abbazia di Santa Giustina di Sezzé, a Sezzadio. L’intera area rientrava in un vasto feudo di natura reale ed imperiale di carattere monastico, riflettendo l’importanza religiosa e strategica del luogo nell’Alto Medioevo.
Castelletto d’Orba
Castelletto d’Orba è un antico borgo nato nel XII secolo, la cui denominazione deriva dal latino tardo “castellum”, piccolo luogo fortificato, testimoniando così le sue radici medievali. Nel corso della storia ha vissuto diverse dominazioni: dai Marchesi del Monferrato, che ne furono proprietari iniziali, ai momenti in cui gli abitanti optarono per la giurisdizione del Comune di Alessandria. Tornò poi sotto il controllo dei Monferrato nel 1204, passò nel secolo successivo a Opizzino Spinola per volere dell’imperatore Enrico VII, fu acquistata nel 1481 dalla famiglia Adorno di Genova, e infine fino al 1556 sotto la giurisdizione del Duca di Mantova. Sul suo territorio si eleva un’imponente struttura fortificata, un castello massiccio e quadrato, edificato prima dell’anno Mille da Aleramo e successivamente ristrutturato nel XIII secolo, che domina ancora l’abitato. Questo testimonia l’importanza strategica e storica che Castelletto d’Orba ha avuto nel contesto piemontese e monferrino.
Castelferro (Alessandria)
Castelferro è una frazione del comune di Predosa, situata in provincia di Alessandria, Piemonte. Dista circa 2,85 chilometri da Predosa ed è nota per la sua antica storia medievale. Nel corso del XIII secolo, Castelferro faceva parte del territorio noto come Castrum Ferri, inserito nell’area di Gamondio, oggi Castellazzo Bormida. Nel 1168, questo insediamento si unì ad altri comuni della Lega Lombarda nella fondazione di Alessandria, una città strategica costruita per difendersi dall’imperatore Federico Barbarossa. Successivamente, Castelferro passò a far parte del territorio di Predosa, mantenendo un legame storico con la regione circostante.
Castagnole Lanze
Castagnole Lanze è un comune situato nella provincia di Asti, in Piemonte, le cui origini risalgono all’epoca romana, quando una diramazione della via Emilia attraversava il territorio collegando Acqui, Alba e Pollenzo. Durante il Medioevo, il paese raggiunse particolare rilevanza con la figura di Manfredi I detto Lancia, marchese di Busca e conte di Loreto dal 1190, fondatore della dinastia dei Lancia. Questa famiglia è strettamente legata al nome stesso del comune, unico in Piemonte a portare l’appellativo “delle Lanze”. Secondo il Codex Astensis, a Castagnole Lanze sorgeva un castello medievale, dimora dei conti di Loreto, distrutto probabilmente nel 1255 con la caduta del contado. La storia locale è inoltre legata a Bianca Lancia, lastessa moglie dell’imperatore Federico II di Svevia e forse figlia o figliastra di Manfredi I, da cui discenderebbe Manfredi, celebre per la Battaglia di Benevento e fondatore di Manfredonia. Dal XIII secolo, Castagnole Lanze fece parte dei domini del Comune di Asti, seguendone le vicende storiche e divenendo successivamente proprietà di Valentina Visconti in occasione del suo matrimonio con Luigi di Valois, duca d’Orléans.



