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Archivi: Luoghi Aleramici

Pietra Ligure

Pietra Ligure, o Prïa in ligure, è un affascinante comune situato nella provincia di Savona, in Liguria. Il suo nome deriva dall’imponente castello costruito tra il VII e l’VIII secolo su uno sperone roccioso, noto come “Castrum et Oppidum Petrae”. Il castello divenne la residenza estiva dei Vescovi di Albenga nel XII secolo, a testimonianza della sua importanza strategica e religiosa. La zona fu abitata fin dall’epoca romana e caratterizzata dalla resistenza dei Liguri Ingauni, alleati dei Cartaginesi durante la seconda guerra punica. Nel periodo longobardo iniziò lo sviluppo del borgo medievale che, acquisendo grande potere economico, divenne feudo di signori locali e della chiesa, come i marchesi Del Carretto. Nel 1216, Enrico II cedette il borgo al vescovo di Albenga, che promosse la ricostruzione del castello e del borgo medievale, di cui si conservano ancora rilevanti testimonianze. Nel corso della storia, Pietra Ligure mantenne lealtà alla Repubblica di Genova, usufruendo del suo sostegno sia in campo militare che economico, contribuendo con uomini e risorse nelle varie contese regionali, tra cui i conflitti con i marchesi di Finale e il Ducato di Savoia.

Savona

Savona, capoluogo della provincia omonima in Liguria, è una città dalla storia antica e ricca di eventi che ne hanno forgiato l’identità. Originariamente insediamento dei Liguri Sabati, entrò nella storia come alleata dei Cartaginesi durante le guerre puniche. Con il declino di Vada Sabatia, Savona assunse importanza strategica ed economica, divenendo Contea e successivamente parte della Marca degli Aleramici. Dopo il crollo dell’Impero Romano, la città divenne una base della flotta bizantina, sviluppando la sua struttura religiosa, commerciale e militare. Nonostante varie distruzioni dovute ad invasioni barbariche, a partire dall’anno 1000 Savona rinacque come un fiorente porto commerciale rivale di Genova e si costituì come libero comune nel 1191. Si sviluppò un tessuto urbano caratterizzato da case in schiera e molteplici case-torri medievali, oltre a palazzi nobiliari come quello dei Della Rovere, realizzato nel Rinascimento. Tra alterne vicende politiche e dominazioni esterne, la città riprese vigore nel Quattrocento anche grazie all’ascesa al papato di due figure locali, Francesco Della Rovere (Sisto IV) e Giuliano Della Rovere (Giulio II), che contribuirono a incrementare il prestigio cittadino.

Vado

Vado Ligure, località affacciata sulla costa ligure in provincia di Savona, affonda le proprie origini nell’antichità romana. Secondo la tradizione, fu fondata come contrappeso all’oppidum di Savo, rifugio del cartaginese Magone, fratello di Annibale, dopo la distruzione di Genova nel 205 a.C. Durante l’epoca romana, Vada Sabatia divenne un nodo strategico per le vie terrestri e marittime della regione. Con la caduta dell’Impero Romano, il centro declinò a causa della diminuzione dei traffici e delle invasioni barbariche che colpirono la Liguria. La dominazione bizantina rappresentò un breve periodo di ripresa, sebbene la zona di Priamar a Savona divenne più rilevante. Nel 641 la conquista longobarda di Rotari interessò Savona e i territori circostanti, ma probabilmente lasciò fuori Vado, che accolse quindi la sede episcopale del vescovo di Savona. Sotto Carlo Magno Vado visse una rinascita, seguita da un declino nel tardo Medioevo. Nel XII secolo, i Marchesi figli di Bonifacio della Marca Aleramica stabilirono limiti alla costruzione di fortificazioni tra Capo Vado e Priocco, sotto controllo savonese. Alla fine del secolo, con la cessione da parte di Ottone del Carretto al vescovo e al Comune di Savona dei territori vadesi, terminò il dominio aleramico nella zona, segnando l’integrazione di Vado nell’orbita di Savona.

Zuccarello (Albenga)

Zuccarello, conosciuto in ligure come Sucâelo, è un incantevole borgo medievale situato in provincia di Savona, Liguria. Fondato a metà del XIII secolo dai marchesi di Clavesana, divenne centro del loro feudo nella valle del Neva, assumendo importanza strategica grazie alla sua posizione. Nel corso del XIV secolo, Zuccarello si affermò come capitale del Marchesato di Zuccarello, un piccolo stato preunitario, la cui storia è segnata da innumerevoli contese fra casate nobiliari, fra cui i Del Carretto e il dominio della Repubblica di Genova. Questi scontri culminarono nel XVII secolo con l’intervento dell’imperatore Ferdinando II, che sancì la confisca e la vendita del territorio a Genova. La successiva epopea storica di Zuccarello è meno tumultuosa, attraversando il declino della Repubblica, l’era napoleonica e l’annessione al Regno di Sardegna senza eventi di particolare rilievo. A livello genealogico, il marchesato originò dalla fine della linea maschile dei Clavesana e dall’assegnazione dei loro feudi fra i Del Carretto di Finale e i Saluzzo-Dogliani, entrambi discendenti di Bonifacio Del Vasto. Il borgo rappresenta così un importante testimone delle dinamiche feudali e politiche della Liguria medievale e rinascimentale.

Vaglio

Vaglio è un piccolo comune della regione Basilicata, situato nella provincia di Potenza. Il suo nome potrebbe derivare da “Balios”, un termine mitologico greco che indica il progenitore di una razza di cavalli, suggerendo antichi legami con la cultura greca e l’allevamento di cavalli nella zona. L’antica presenza greca è confermata da ritrovamenti archeologici nella località Rossano di Vaglio, dove sono stati rinvenuti reperti tombali, armature e scudi di origine greca. L’attuale insediamento di Vaglio risale presumibilmente al periodo normanno e angioino (XI-XIII secolo), quando nuclei di popolazione provenienti dall’Italia settentrionale si stabilirono in Basilicata seguendo signori feudali. Nel corso dei secoli, il territorio ha visto succedersi diversi signori, tra cui la nobile famiglia romana degli Orsini a partire dal 1496, e successivamente il principe di Orange Don Filippo De Chalon e altri signori locali. Il paese ha vissuto anche momenti di crisi sociale, come la rivolta del 1647 durante la quale i cittadini ribelli reclamarono i propri diritti sul pascolo negati a causa delle ingiustizie feudali. Vaglio rimase sotto il controllo del Barone di Laurenzana Francesco Quarto fino alla fine del sistema feudale.

Trecchina

Trecchina è un borgo ricco di storia situato nella regione Basilicata, le cui origini risalgono al periodo della seconda guerra sannitica. Nel 317 a.C., proprio dove oggi sorge il paese, si stabilì una guarnigione romana impegnata nella conquista della vicina città di Nerulum. La tradizione racconta anche che gli abitanti della città greca di Heraclea Trachinia, nel 480 a.C., si rifugiarono in queste terre per sfuggire all’invasione di Serse, dando così origine al nome Trecchina. Nel corso dei secoli, è noto che nel IV secolo a.C. i Romani fondarono un castrum nella zona e che alla fine del III secolo a.C. queste terre furono teatro delle scorribande di Pirro lungo il fiume Noce. Successivamente, nel 410 a.C., Alarico costruì una roccaforte poi distrutta dai Saraceni. Con i Longobardi fu edificata una fortezza ancora più grande sul luogo dell’attuale rione Castello. La storia di Trecchina prosegue con le dominazioni di Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Spagnoli. È inoltre confermata, nel XIII secolo, la presenza della famiglia degli Aleramici. Particolarmente interessante è la presenza di coloni di lingua galloitalica giunti probabilmente dal Nord Italia nel XIII secolo; questa migrazione ha influenzato il dialetto locale rendendo Trecchina una delle poche “isole linguistiche” lucane assieme a Potenza, Picerno, Pignola, Tito e Vaglio.

Tito

Tito, noto nel dialetto locale come Lu Titu, è un comune situato in provincia di Potenza, nella regione Basilicata. La sua storia è avvolta nel mistero a causa dei frequenti e distruttivi terremoti che hanno cancellato molte testimonianze del passato, rendendo difficile ricostruirne l’origine e le vicende storiche. Il nome stesso di Tito è oggetto di diverse interpretazioni: potrebbe derivare da ‘Tutus’, termine latino che indica un luogo fortificato o inespugnabile, riflettendo la tradizionale capacità di difesa della comunità titesi; oppure da ‘Titus’, richiamando un antico accampamento militare romano, come suggerito dal ritrovamento di punte di lance in ferro. Altre ipotesi collegano il nome a ‘Titulus’, che potrebbe significare confine o tomba, rimandando a zone di scontri storici tra romani e cartaginesi o al limite di antichi territori feudal-normanni. Un momento importante nella storia di Tito fu la distruzione di Satriano nel 1430, che portò un aumento demografico fino a circa 4000 abitanti nel 1800. Il paese subì gravi danni a causa dei terremoti del 1649 e del 1694, eventi che distrussero quasi interamente il centro abitato e le sue chiese. Nel periodo feudale, Tito fu segnato dalla presenza di signorie e conflitti tra nobili, con un legame significativo al Castello che oggi ha lasciato solo il nome di una via; questa fortezza passò tra diverse famiglie nobiliari, tra cui i Principi Ludovisi, i Principi di Stigliano, il Barone Laviano, fino alla vendita nel 1727 alla famiglia Spera.

Rivello

Rivello, situato nella regione Basilicata, è un centro abitato formato tra il VI e l’VIII secolo d.C. Le sue origini si ricollegano al disfacimento della vicina città di Velia, distrutta in epoca medievale dai pirati saraceni lungo la costa campana. L’emblema del paese testimonia questa eredità celebrando Rivello come la ‘nuova Velia’, idea rafforzata anche da iscrizioni nelle sue architetture storiche come la chiesa di San Nicola. Nel corso dei secoli, Rivello ha visto la convivenza e la stratificazione culturale di numerosi popoli: i Longobardi, che fortificarono la zona alta costruendo una roccaforte sulla Motta; i Bizantini, che si stabilirono nel Poggio a partire dall’anno 1000; e gruppi gallo-italici provenienti dal Monferrato tra il XII e il XIII secolo, che introdussero una parlata influenzata dal latino della Gallia Cisalpina. Questa varietà etnica si riflette nelle diverse tradizioni religiose e linguistiche, poiché Velini e Longobardi adottarono il rito latino mentre i Bizantini quello greco. Politicamente, Rivello fece parte del Principato di Salerno dopo la divisione del Ducato di Benevento, sostenne i Normanni durante la conquista del Sud Italia, e passò successivamente sotto dominio angioino e poi dei Sanseverino come feudo.

Potenza

Potenza, antica città situata nell’attuale regione Basilicata, vanta origini avvolte nel mistero, con ipotesi che la collegano a popolazioni pelasgiche, sabelliche o italo-greche. La sua posizione strategica tra le colonie greche di Poseidonia e Metaponto l’ha resa influente sotto il profilo culturale. Citata da Strabone e Plinio come una delle più antiche città libere della Lucania, Potenza mantenne a lungo la sua indipendenza fino alla spinta espansionistica romana. Nel corso della storia, si schierò in opposizione a Roma e si allineò con Annibale durante la seconda guerra punica. La città affrontò successivamente un periodo di declino legato alle invasioni barbariche, fino all’epoca bizantina e normanna. Sotto i Normanni, approdati dalla vicina Apulia, Potenza conobbe eventi di rilievo: nel 1137 ospitò Papa Innocenzo II e l’Imperatore Lotario, mentre nel 1149 accolse Re Luigi VII di Francia. In questo periodo la città acquisì rilievo ecclesiastico come sede vescovile. Con il passaggio agli Svevi e la reggenza di Federico II, Potenza visse momenti di punizioni e devastazioni legate a conflitti dinastici, culminati nell’arrivo degli Angioini, che imposero nuove signorie e videro la città spesso coinvolta nelle guerre tra fazioni. Un terremoto nel 1273 causò ulteriori distruzioni. Il tessuto sociale e politico di Potenza appare così segnato da continui mutamenti e conflitti, riflettendo le complesse vicende storiche dell’Italia meridionale.

Pignola

Pignola, conosciuta localmente come Vïgnuòlë, è un affascinante comune situato in provincia di Potenza, nella regione Basilicata. Le sue origini sono avvolte nel mistero: si ipotizza che sia stata fondata dall’imperatore romano Vespasiano o da nobili in fuga da Potenza. Nel corso del Medioevo, Pignola fu sotto il dominio bizantino e normanno, assumendo un ruolo significativo durante il periodo svevo quando, intorno al 1240, contribuì alla manutenzione del castello di Lagopesole su ordine dell’imperatore Federico II. Successivamente, nel 1266, la regione passò sotto il controllo degli Angioini e vari feudatari si susseguirono, tra cui Rinaldo De Puy e Giovanni Pipino. Un elemento culturale distintivo di Pignola è il suo dialetto che presenta radici galloitaliche, eredità di colonie provenienti dal Nord Italia durante l’alto Medioevo. Questa peculiarità linguistica, scoperta dal dialettologo Gerald Rohlfs, testimonia una ricca storia di migrazioni che continua a essere oggetto di valorizzazione culturale locale.