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Archivi: Luoghi Aleramici

Sannicandro

Sannicandro di Bari, situato sul primo gradone della Murgia Barese, è un comune ricco di storia e testimonianze archeologiche che attestano una presenza umana fin dal VI-VII secolo a.C., con influenze delle culture peuceta e magno-greca. La posizione strategica di Sannicandro ne fece un importante crocevia viario tra Bari, Matera, Salerno e Gravina di Puglia, incrociando sulla via Appia. Nel corso dei secoli, l’area vide alterne dominazioni e fortificazioni, in particolare una fortezza difensiva costruita contro le incursioni saracene, che fu poi inglobata nel Castello Normanno-Svevo edificato da Federico II di Svevia nel XIII secolo. La documentazione storica del borgo inizia con la dominazione normanna nel 1119, quando Emma d’Altavilla costruì la cappella palatina di San Nicola di Bari all’interno del castello. Nel tempo, Sannicandro passò sotto il controllo degli Angioini, Aragonesi, poi spagnoli, prima di entrare nei possedimenti asburgici e borbonici nel XVIII secolo. Il Castello, che mostra una complessità architettonica frutto di fasi normanne e sveve, fu ampliato da Ruggero II di Sicilia e dotato di strutture difensive come il fossato e le torri rompitratta. Nel periodo svevo, fu trasformato in una grangia, una fattoria fortificata per supportare i rifornimenti agli eserciti crociati diretti in Terra Santa. Federico II, nel suo tentativo di consolidare il potere e limitare il ruolo degli ordini cavallereschi come i Templari, avviò una persecuzione nei loro confronti, inclusa la confisca di beni come il Castello di Sannicandro di Bari.

Trani

Trani, importante centro della Puglia e capoluogo al fianco di Barletta e Andria, vanta una storia millenaria che ne riflette il robusto ruolo nel commercio marittimo e nella cultura mediterranea. Le sue origini si perdono tra ritrovamenti preistorici e testimonianze romane, che ne fanno un municipio significativo sotto l’Impero. Durante il Medioevo, grazie alla sua posizione strategica tra Oriente e Occidente, Trani sviluppò un forte legame con il mare, testimoniato dal celebre codice marittimo promulgato nel 1063, uno dei primi al mondo. La città conobbe un periodo di grande prosperità sotto le dominazioni normanna e sveva, quest’ultima segnata dalla costruzione di monumenti emblematici come il castello e da un fiorente commercio che coinvolgeva frumento, olio, vino Moscato e la famosa pietra locale, pietra sedimentaria estratta nelle sue cave. La comunità ebraica, in crescita dal XII secolo, contribuì significativamente alla vivacità economica e culturale di Trani. Nel corso dei secoli successivi la città mantenne la sua rilevanza anche sotto gli Angioini, in un contesto di cambiamenti politici ed economici che ne segnarono la trasformazione fino ai tempi più recenti.

Castel del Monte

Castel del Monte è un’imponente fortezza del XIII secolo, eretta per volere di Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia. Situato sulla sommità di una collina nell’altopiano delle Murge occidentali, questo castello si distingue per la sua particolare posizione e per l’architettura unica, riflettendo l’intelligenza e la profonda cultura del suo committente. Sebbene sorga apparentemente isolato, il castello era parte integrante di una rete strategica di comunicazioni tra importanti centri dell’epoca, come Andria e il Garagnone. La sua forma e l’orientamento sembrano studiate per valorizzare la luce solare, elemento che Federico II, appassionato di astronomia, considerava centrale. Castel del Monte si distingue inoltre per le sue funzionalità miste: accanto a caratteristiche difensive, presenta ambienti con rifiniture lussuose e spazi riservati forse ad una ristretta cerchia di privilegiati, sottolineando un uso residenziale e di rappresentanza. Questo castello rappresenta quindi un simbolo del potere e della raffinata cultura medievale, un capolavoro che ancora oggi incanta per la sua perfezione geometrica e il suo significato storico e culturale.

Gravina

Gravina in Puglia è un comune ricco di storia e bellezze naturali all’interno della città metropolitana di Bari. Il nome della città deriva dalle “gravine”, profonde spaccature rocciose simili a canyon che caratterizzano il territorio. Conosciuta come “giardino di delizie” da Federico II di Svevia, che vi costruì un castello tuttora visitabile nelle sue rovine, Gravina è stata un importante centro abitato fin dal Paleolitico antico, grazie alla presenza di abbondanti risorse idriche. La città ha attraversato varie epoche, da polis greca con diritto di coniare monete a municipium romano situato lungo la via Appia. Ha subito numerose dominazioni, dai Visigoti e Vandali ai Longobardi, e in seguito è divenuta contea e diocesi sotto i Normanni. Nel corso dei secoli è stata feudo di importanti casate nobiliari come gli Aleramici, De Say, Orsini, Del Balzo e Anguillara, raggiungendo il titolo di ducato sotto Francesco Orsini. Gravina ha inoltre una tradizione cristiana antica, con presenza di diversi ordini monastici e cavallereschi che hanno lasciato un’impronta culturale significativa. Tuttavia, la città ha conosciuto anche periodi di oppressione feudale e borbonica che hanno segnato la sua storia sociale.

Monte Sant’Angelo

Monte Sant’Angelo, situato nella provincia di Foggia in Puglia, è celebre per il suo santuario dedicato all’arcangelo Michele, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e meta di pellegrinaggi fin dal VI secolo. La leggenda narra che nel 490 l’arcangelo Michele apparve al vescovo San Lorenzo Maiorano dopo la scoperta miracolosa di un toro inginocchiato in una grotta, da allora dedicata a culto cristiano. Nel corso dei secoli, la grotta è diventata santuario nazionale per i Longobardi e importante tappa per i crociati diretti in Terrasanta. Il centro abitato si sviluppò intorno a questo luogo sacro, diventando nel XI secolo la capitale di un vasto possedimento normanno che includeva il Gargano. Nel medioevo Monte Sant’Angelo ricevette importanti riconoscimenti, diventando città nel 1401 e passando per varie dominazioni, tra cui quella del Regno di Napoli. La cittadina ha vissuto eventi significativi, tra cui un devastante terremoto nel 1646 e una tradizione di protezione durante la peste del 1656 attribuita all’intercessione dell’arcangelo Michele.

Conversano

Conversano è un antico comune situato nell’attuale città metropolitana di Bari, in Puglia, con origini che risalgono all’età del ferro. La primitiva cittadina, conosciuta come Norba, fu fondata dalle popolazioni indigene iapige o peucete su un’altura, e fu dotata di robuste mura in pietra. Grazie alla sua posizione strategica lungo un importante percorso viario, divenne un centro fiorente di scambi commerciali fra le colonie magnogreche costiere e le popolazioni interne. Numerosi reperti, inclusi corredi funerari di origine ellenica, sono stati rinvenuti nella vasta necropoli risalente al VI secolo a.C. La città mantenne un ruolo significativo anche durante l’epoca romana fino alla sua probabile distruzione nel 411 d.C. ad opera dei Visigoti. Successivamente, nel V secolo, sulla stessa area sorse il Casale Cupersanem, probabilmente sede vescovile già dal VII secolo. Fu però solo con la dominazione normanna, a partire dal 1054, che Conversano divenne un importante centro di potere. Goffredo d’Altavilla ne assunse la contea, che comprendeva gran parte della Puglia centro-meridionale. La corte di Conversano ospitò anche illustri personaggi come il duca di Normandia Roberto II, legato alla prima crociata. Nel corso dei secoli, la contea passò di mano a numerose famiglie nobiliari, tra cui i Brienne, gli Enghien, i Lussemburgo, i Sanseverino, i Barbiano, gli Orsini, i Caldora e gli Orsini Del Balzo, testimoniando la sua importanza storica e strategica nella regione.

Canne

Canne, sito di grande rilevanza storica nella regione Puglia, si identifica come un insediamento con radici che risalgono alla fine dell’età della pietra, testimoniato da reperti archeologici come grotte neolitiche, statue, ceramiche, muri megalitici e menhir rinvenuti nei dintorni. Originariamente un villaggio fondato fra il VI e IV secolo a.C., crebbe fino a diventare un importante vicus e emporio fluviale romano, dipendente da Canosa. È celebre soprattutto per essere stato teatro della storica Battaglia di Canne del 216 a.C., in cui Annibale inflisse una dura sconfitta ai Romani. Nel corso dei secoli, Canne subì numerose devastazioni, tra cui quella operata dagli Ostrogoti nel 547 e dai Normanni nell’XI secolo, che ne decretarono la decadenza progressiva. La popolazione si spostò gradualmente verso Barletta, dove migrarono anche le istituzioni religiose e civili legate a Canne, segnando così la fine della sua autonomia. Il territorio fu poi integrato nel dominio di Canosa e di Barletta sotto Carlo II d’Angiò nel XIV secolo.

Barletta

Barletta, situata lungo la costa pugliese, vanta origini antiche che risalgono al periodo classico tra il IV e III secolo a.C. La sua nascita si lega a due ipotesi: da un lato, come insediamento dei Bardei, un popolo illirico dedito all’agricoltura e alla pirateria; dall’altro, come porto strategico per gli abitanti di Canosa, coinvolti nel commercio del grano e della lana. Nel corso dei secoli, Barletta ha visto alternarsi molteplici dominazioni, dai Normanni agli Aragonesi, passando per Svevi, Angioini e Spagnoli. La città acquistò importanza militare ed economica soprattutto nel XI secolo, quando i Normanni fortificarono il centro abitato con mura e un castello, divenuto poi la dimora di Federico II di Svevia nel XIII secolo. Le vicende di Barletta sono caratterizzate anche da una profonda interazione con le città vicine, come Canne e Canosa, e da eventi storici di rilievo, tra cui la celebre Disfida. La dinamica successione di dominazioni ha lasciato un patrimonio architettonico e culturale che testimonia l’importanza strategica e politica della città nel corso della storia medievale e rinascimentale.