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Archivi: Luoghi Aleramici

Serra San Bruno (Santo Stefano del Bosco)

Serra San Bruno è un comune situato nella provincia di Vibo Valentia, in Calabria, noto per la sua connessione storica con la Certosa di Santo Stefano del Bosco. Questa certosa, fondata da San Bruno nel 1095 dopo il Concilio di Piacenza, si trova oltre il fiume Ancinale ed è stata donata dal conte Ruggero d’Altavilla, con successivi contributi di altri benefattori. Nel corso del XVI secolo, la zona divenne uno dei maggiori feudi ecclesiastici del sud Italia. Il borgo si sviluppò intorno al monastero assunto quale fulcro non solo spirituale, ma anche culturale e artigianale, caratterizzandosi per una comunità di maestranze specializzate in lapidaria, pittura, intaglio del legno, fabbro e decorazione. Nei secoli XVI e XVII il paesaggio urbano subì trasformazioni, passando da una struttura labirintica medievale a un più lineare stile barocco. La storia locale è ricca di vicende legate all’ordine certosino e cistercense, con la certosa che passò dai cistercensi (dal 1292 al 1513) per poi tornare nuovamente ai certosini, consolidando il suo ruolo e prestigio con concessioni e giurisdizioni feudali su diversi centri calabresi come Rocca di Neto, Spadola, Montauro e Gasperina.

Nicotera

Nicotera, situata in Calabria e provincia di Vibo Valentia, è un borgo dal ricco passato, noto fin dal IV secolo. Questa località, il cui nome significa “Segno della vittoria”, ha subito numerose distruzioni e ricostruzioni dovute a incursioni saracene e conflitti medievali. Fondamentali per la sua rinascita furono figure come Roberto il Guiscardo e Ruggero II, che fortificarono la città e potenziarono il porto, rendendo Nicotera un importante approdo marittimo nel Mediterraneo. Federico II segnò un periodo di massimo splendore, promuovendo lo sviluppo economico attraverso l’insediamento di una comunità ebraica e la costruzione di una flotta imperiale. Nel corso dei secoli, la città passò sotto il dominio di diverse famiglie nobiliari fino all’abolizione della feudalità nel 1806. Oggi Nicotera vive principalmente di turismo, pesca e commercio, pur affrontando sfide socio-culturali legate a crisi istituzionali e spopolamento.

Tropea

Tropea, situata nella provincia di Vibo Valentia in Calabria, è una cittadina affacciata sul Mar Tirreno, incastonata sul massiccio granitico del Poro che contribuisce a un profilo costiero suggestivo tra i golfi di Sant’Eufemia e Gioia Tauro. Abitata da circa 6.800 persone, la sua storia affonda le radici nella preistoria, come testimoniano ritrovamenti archeologici, mentre le prime menzioni storiche risalgono al 535 d.C. con l’assedio di Belisario. Secondo leggende mitologiche, Tropea fu fondata dall’eroe Ercole, mentre storici moderni attribuiscono la fondazione a Scipione l’Africano nel 209 a.C., in occasione della sua vittoria su Cartagine. Nel corso dei secoli, la città ha visto alterne dominazioni: dal periodo bizantino con il passaggio dal rito latino a quello greco, alle invasioni arabe fino al dominio normanno che riportò la Chiesa al rito latino. Sotto gli Aragonesi dal XV secolo, Tropea conobbe una notevole crescita, divenendo una città di demanio regio con vari privilegi. Nel periodo spagnolo furono adottate misure urbanistiche per contenere i danni da eventuali terremoti, modificando l’assetto della città e mantenendo però fedelmente il suo tessuto urbanistico antico.

Squillace

Squillace, situata sulla costa ionica della Calabria, è un borgo con profonde radici antiche che risalgono all’epoca della colonia greca di Skyllation. Secondo la leggenda, la città fu fondata da Ulisse o, alternativamente, da Menesteo, eroe della guerra di Troia. Trasformata successivamente in città romana denominata Scolacium, essa venne organizzata secondo lo schema urbanistico romano con cardo e decumano. Dopo il crollo dell’impero romano, l’insediamento originale venne abbandonato a favore di una posizione più elevata per sfuggire alle incursioni saracene, dando origine all’attuale Squillace. La città è ricordata per essere stata la patria di Cassiodoro, illustre uomo politico e letterato, che qui fondò il monastero di Vivario. Nel corso dei secoli ha subito dominazioni bizantina, normanna e aragonese, oltre ad essere stata sotto il controllo delle famiglie Borgia e De Gregorio nel periodo feudale. Il terremoto del 1783 causò ingenti danni soprattutto agli edifici religiosi. Squillace è celebre anche per la sua tradizione nella lavorazione delle ceramiche, eredità dei Greci, apprezzate a livello nazionale e internazionale. Infine, il Castello Normanno, costruito nel 1044 con pietra locale e portale bugnato ornato dallo stemma Borgia, rappresenta un simbolo storico e culturale della città, ospitando un museo e eventi culturali contemporanei.

Borgia

Borgia, piccolo ma affascinante centro della Calabria situato nei pressi di Catanzaro, si immerge in un paesaggio dominato da antichi uliveti e dal mare cristallino dello Ionio. La sua origine risale al VI-VII secolo a.C., con la fondazione delle colonie greche, mentre l’attuale abitato fu costruito nel XVI secolo per volere del principe Giovan Battista Borgia, che trasferì gli abitanti dall’originario villaggio di Palagorio per motivi di sicurezza e salute. Questo borgo si presenta oggi come un sito ricco di testimonianze storiche, con palazzi nobiliari, chiese e sculture. La zona costiera offre spiagge di sabbia bianca e una rigogliosa pineta, incastonate lungo la Costa degli Aranci. Di particolare rilievo è il Parco Archeologico di Scolacium a Roccelletta di Borgia, dove si conservano i resti della basilica normanna dedicata a Santa Maria della Roccella, importanti reperti della colonia romana e tracce della precedente occupazione greca, racchiusi nell’adiacente Antiquarium.

Catanzaro

Catanzaro, capoluogo della Calabria e secondo comune più popoloso della regione con circa 86.500 abitanti, si distingue per la sua posizione geografica unica sull’istmo più stretto d’Italia, dove appena 30 chilometri separano il Mar Ionio dal Mar Tirreno. Questa posizione le consente, nelle giornate più limpide, di offrire vedute simultanee di entrambi i mari e delle isole Eolie. Conosciuta anche come la “Città delle tre V” per le sue tradizioni legate a San Vitaliano, al vento costante e alla produzione storica di velluto, Catanzaro possiede una storia ricca e stratificata. Le sue origini sono avvolte nel mistero, con ipotesi che la collocano come colonia greca o fondata sotto l’imperio bizantino alla fine del IX secolo. La città è stata influenzata da molte dominazioni, dai Bizantini ai Saraceni, dai Normanni ai feudatari spagnoli, manifestando sempre un forte spirito di autonomia, evidenziato nella storica resistenza contro i Francesi nel 1528. Nel corso dei secoli, Catanzaro ha svolto un ruolo cruciale come centro politico, religioso ed economico, diventando capoluogo della Calabria Ultra nel 1593 e, più recentemente, nel 1970, capoluogo della regione Calabria.

Simeri

Simeri è un borgo di origine medievale situato in Calabria, caratterizzato da una storia ricca e stratificata. L’area ospita reperti archeologici risalenti alla prima metà dell’età del ferro e al periodo magnogreco, a testimonianza dell’antichità degli insediamenti nella zona. Il fiume Simeri, che attraversa il territorio sinuoso prima di sfociare nel golfo di Squillace, è noto per le sue occasionali inondazioni che hanno influenzato la vita e l’organizzazione del luogo. Nel corso dei secoli, Simeri fu feudo di diverse famiglie nobiliari: inizialmente dei Falloc, seguiti dai Ruffo, dai Centelles e dal 1482 dai d’Aragona d’Ayerbe, che mantennero il titolo di conti fino al 1580. Successivamente la baronia passò ai Borgia, ai Ravaschieri di Satriano, ai De Fiore (marchesi dal 1715), ai Barretta Gonzaga (duchi dal 1749) e infine ai De Nobili, ultimi feudatari di Simeri. Il borgo subì ingenti danni a causa del terremoto del 1783. Nel corso dell’Ottocento Simeri venne riconosciuto come comune, attraversando varie modifiche amministrative che coinvolsero anche le frazioni di Crichi e Petrizia. La sede municipale fu spostata a Crichi nel 1848.

Sant’Eufemia Vetere (in territorio di Lamezia Terme)

Sant’Eufemia Vetere, situata nella piana lametina, rappresenta un importante nodo storico tra l’epoca bizantina e la dominazione normanna in Calabria. L’abbazia di Sant’Eufemia fu fondata nel contesto della conquista normanna, iniziata nel 1056 e rafforzata dopo il concordato di Melfi nel 1059, quando Roberto il Guiscardo fu riconosciuto duca di Calabria. Quest’area divenne strategica per l’avanzata normanna verso il dominio sul territorio, segnando il passaggio dalla cultura bizantina a quella latina. Al centro di questa trasformazione vi fu l’opera di latinizzazione della Chiesa, concretizzata nella costruzione dell’abbazia sugli antichi resti di una chiesa basiliana preesistente. L’abate Roberto di Grantmesnil, proveniente dalla Normandia, guidò il progetto architettonico, ispirandosi ai modelli benedettini e cluniacensi, come quelli dell’abbazia di Cluny e di Saint Evroul-sur-Ouche. Questa abbazia, con la sua architettura caratterizzata da una pianta a tre navate e un’abside centrale sporgente tipica dello stile cluniacense, costituì un modello per le successive costruzioni ecclesiastiche in Calabria, tra cui la chiesa della Santissima Trinità a Mileto e la cattedrale di Gerace. L’abbazia si sviluppò non solo come centro religioso e culturale, ma anche come fortificazione militare per difendersi dalle incursioni saracene, come testimoniano i resti delle mura e della torre ancora visibili. Nel corso dei secoli, l’abbazia ebbe un ruolo politico rilevante, partecipando a vicende legate all’influenza degli Svevi, alla contesa tra papato e Impero, e alla guerra dei Vespri Siciliani, schierandosi con gli Aragonesi. I beni dell’abbazia comprendevano territori strategici come Nicastro, Sambiase e la terra di Nocera, destinando l’edificio a un ruolo importante nel governo e nella difesa della regione. I resti monumentali, situati in contrada Terravecchia, comprendono le strutture della chiesa conventuale, il probabile chiostro e le fortificazioni, che permettono di comprendere l’importanza storica e architettonica di questo complesso monastico nel contesto del medioevo meridionale.

Nicastro

Nicastro, oggi parte integrante della città di Lamezia Terme in Calabria, vanta un’origine antica che si perde nelle inquietudini dell’alto Medioevo. Situata in una posizione strategica nella piana lametina, al confine tra le influenze bizantine e longobarde, la città ha rappresentato un crocevia cruciale nella storia regionale. Fra il IX e l’XI secolo, periodo di dominio bizantino, Nicastro, noto anche come Neocastron, fu fondata come “nuova città” munita di fortificazioni, andamento tuttavia preceduto da insediamenti più antichi nella zona. La città affidata ai Bizantini dopo la riconquista di Niceforo Foca si sviluppò attorno a monasteri basiliani e attraversò trasformazioni sotto il controllo normanno e svevo, con importanti opere fortificatorie realizzate anche dall’imperatore Federico II. Nicastro visse fasi di tensione e solidarietà politica, partecipando attivamente a moti di ribellione nei confronti dei governi giacobino, francese e borbonico tra il XVIII e il XIX secolo. Oggi, la storia di Nicastro si riflette nelle stratificazioni archeologiche e culturali che testimoniano la complessità di un territorio da sempre ponte tra culture diverse.

Taverna

Taverna è un comune situato nella provincia di Catanzaro, inserito nel suggestivo contesto della Calabria e ai piedi della Sila Piccola. Le sue origini risalgono all’antica polis greca Treis-Chenè, fondata da coloni di provenienza greca lungo il mar Ionio. Tra il X secolo e il Medioevo, la località ha subito diverse distruzioni a causa di incursioni saracene e conflitti feudali che hanno portato allo spostamento della popolazione verso siti più sicuri nell’entroterra, sopra le montagne. Nel territorio di Taverna sono ancora visibili i resti del castello, una torretta d’avvistamento e la cattedrale sul monte Paramite, dove un tempo sorgeva l’antica sede episcopale. Nel corso del Rinascimento, tra il XVI e il XVII secolo, Taverna conosce un periodo di grande sviluppo sociale, culturale ed economico, grazie a un governo autonomo amministrato da famiglie nobili locali e a una vivace presenza di ordini monastici. Tuttavia, la città ha attraversato momenti di declino tra il XIX e il XX secolo legati a eventi politici tumultuosi, conflitti bellici e emigrazione che hanno determinato la perdita di autonomia e una dispersione della sua identità storica e culturale. Oggi Taverna resta un luogo ricco di testimonianze storiche che ricordano il suo passato millenario e le trasformazioni che ne hanno caratterizzato la storia.