Floresta
Floresta, incastonata nella Sicilia nord-orientale, racconta una storia di resilienza e tradizione rurale. Anticamente abbandonata a causa delle difficoltà imposte dai rigori invernali, la località rinacque nel XIV secolo sotto il dominio di Federico d’Aragona, assumendo l’importante ruolo di feudo. Nel 1619, Filippo III di Spagna conferì a Antonio Quintana Duegna il titolo di Marchese della Foresta di San Giorgio e Grassetta, segnando un capitolo significativo della sua storia feudale. L’economia tradizionale di Floresta ruota intorno all’allevamento bovino, una pratica antichissima fortemente legata al territorio e al ritmo delle stagioni. La produzione casearia locale, come la ricotta e la rinomata provola florestana, testimonia la ricchezza di queste tradizioni. Particolarmente suggestivi sono i rifugi pastorali di pietra a secco, detti “pagghiari ‘mpetra”, “cubburi” o “Tholos”, esempi di architettura rurale che si fondono armoniosamente con il paesaggio montano. Anche il ricamo artigianale, tramandato di generazione in generazione, e l’intreccio di giunco, sebbene oggi rarefatti, rappresentano l’anima creativa del paese. Un tempo diffusa era anche la lavorazione della pietra arenaria, arte con cui si realizzavano elementi architettonici e decorativi, scomparsa ormai nelle ultime decadi.





