Club per l’Unesco di Piazza Armerina – Progetto di Rete
Il Galloitalico ed il Franco provenzale in Italia ed in Europa: un itinerario alla scoperta delle tracce del patrimonio linguistico
Premessa
Il Club per l’Unesco di Piazza Armerina, fin dal 2015 si è interessato – con incontri, convegni, mostre – del personaggio di Adelasia del Vasto, gran contessa di Sicilia e regina di Gerusalemme, giunta in Sicilia all’inizio dell’anno Mille con i colonizzatori Lombardi, che diffondono nei territori conquistati una particolare parlata conosciuta come Galloitalico, presente ancora oggi a Piazza Armerina e in tanti comuni delle province di Enna, Messina, Siracusa e Palermo, ma anche in Basilicata, in provincia di Potenza, ed in qualche altra località della Campania e della Calabria, oltre che nei luoghi dell’antica “Marca Aleramica” (comprendente il Monferrato, le Langhe, il Savonese e piccole aree occidentali della Lombardia e dell’Emilia, da cui provengono questi antichi colonizzatori, nobili, coloni e soldati, che nell’XI secolo raggiungono la Sicilia).
Nel Monferrato, nel 2017, Roberto Maestri e Fabrizio Di Salvo del Circolo culturale “ I Marchesi del Monferrato” iniziano ad attivare il progetto pluriennale “Aleramici in Sicilia” (patrocinato dalla Regione Piemonte, dal Consiglio Regionale del Piemonte, dalla Regione Sicilia, dalla Regione Liguria, dall’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, dalla Fondazione UNESCO Sicilia), sia con vari incontri nelle città limitrofe, sia con la pubblicazione di un saggio intitolato “Aleramici in Sicilia – Storia di una emigrazione dimenticata”, dove sono ricostruite le vicende accadute oltre 900 anni fa, quando genti del nord Europa, alcune anche di origine francese, insediate da anni nel nord Italia, si spingono, per ragioni economiche, fino alla ricca e fiorente Sicilia, determinando, nelle due fasi di questa immigrazione al contrario, una serena convivenza tra arabi, latini, normanni e greci, con una fusione di culture e un indiscusso rinnovamento sociale e politico: la prima emigrazione è legata all’aleramica Adelasia (Adelaide) del Vasto, che nel 1087 sposa Ruggero d’Altavilla, della famiglia di Tancredi di Hautevielle la Guiscard, un’unione che lega intimamente, e non solo simbolicamente, la terra di Sicilia, con la fusione delle due dinastie e l’alleanza tra Aleramici e Normanni, che rafforza il potere di entrambi; la seconda ondata migratoria avviene in epoca federiciana, fino al 1250, alla morte dello Stupor Mundi, ma anche oltre fino al Trecento, in un’epoca quando la Sicilia ed il meridione d’Italia sono dominati da varie dinastie: Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi.
L’incontro tra il Club Unesco di Piazza Armerina e il Circolo I Marchesi del Monferrato determina un approfondimento di una pagina di storia unica nel suo genere, un’immigrazione ‘ribaltata’ da Nord a Sud, di cui si riscoprono importanti legami, da secoli caduti nell’oblio.
Alle ricerche collaborano diversi atenei, con insigni medievalisti e glottologi italiani e stranieri, che entrano a far parte del Comitato Tecnico Scientifico: Henri Bresc: Università Nanterre La Défense di Parigi Ovest e Università di Nizza; Joanna Drell: Università di Richmond/Virgina Stati Uniti; Ezio Barbieri: Università degli Studi di Pavia; Walter Heberstumpf: Università degli Studi di Torino; Davide Pettener: Università degli Studi di Bologna; Maurizio Ambrosini: Università degli Studi di Milnao; Diego Ciccarelli: Università degli Studi di Palermo; Francesco Barone: Università degli Studi di Catania; Salvatore Lo Re: Università degli Studi di Catania e Firenze, Salvatore Trovato: Università degli Studi di Catania e Presidente dell’Associazione per la conoscenza e la salvaguardia dei dialetti galloitalici della Sicilia; Paolo Tocco: Università degli Studi di Messina, Rita Foti, Patrizia Sardina e Luca Sineo: Università degli Studi di Palermo; Oleksandr Okhrimenko: Università Nazionale di Kiev/Ucraina
Sono analizzati a fondo i documenti, ricercate le fonti e comparate le testimonianze materiali ed immateriali.
E’ prodotta una ricca rassegna stampa, con moltissimi articoli pubblicati su giornali e riviste, anche on line, sia nel Nord Italia che in Sicilia.
E’ attiva una pagina Facebook https//m.facebook.com/aleramicinsicilia/ che si arricchisce ogni giorno con la pubblicazione di documenti, recensioni, foto, pagine correlate, racconti in lingua galloitalica, immagini d’epoca, pubblicazione o presentazione di libri, locandine…
Sta per essere completato un docufilm, che racchiude molte ore di splendide riprese, effettuate anche con l’ausilio di droni, in tantissime località della Sicilia, del Nord Italia e poi in Svizzera, in Francia, in Germania, a Kiev, ad Istanbul ecc….con interviste a Sindaci ed autorità locali, a studiosi ed esperti di Storia Medioevale, nonché con sfilate nei costumi dell’epoca e ricostruzioni storiche, per le quali hanno collaborato i figuranti del Palio di San Fratello e di Piazza Armerina, il laboratorio “ Principessa Valentina” di Asti e l’Associazione “Cultura Viva” con la storica del costume Cristina Antoni.
E’ in fase di costruzione un sito dedicato www.leviealramiche.org al fine di evidenziare i luoghi collegati alla presenza di Aleramici, Normanni e Svevi, sito in cui saranno presenti tutti i territori, oggi profondamente diversi, per ritrovarsi insieme in un programma, divenuto – a poco a poco – di respiro internazionale, per la presenza oltre al Piemonte (Monferrato, Langhe e Roero), al vercellese (in parte), alla Liguria, alla Lombardia con l’Oltrepò Pavese, ad alcune località della Basilicata, della Puglia, della Campania, della Calabria ed a gran parte della Sicilia, della Borgogna, della Normandia, della Svizzera, della Germania e, perfino, delle lontane Americhe, sulla scia di altre emigrazioni.
Per quanto in premessa,
il Club per l’Unesco di Piazza Armerina,
insieme ai Club di Sciacca ( il cui Presidente Lorenzo Salvagio si è impegnato a sviluppare il tema dei rapporti commerciali e marittimi svolti da alcune famiglie aleramiche nelle località costiere) e di Riposto-Giarre (che, grazie alle competenze della sua presidente, M° Vera Pulvirenti, curerà il tema degli strumenti e della musica medioevale),
auspica
la collaborazione della FICLU al fine di coinvolgere i clubs che si sentiranno interessati alla costruzione del percorso individuato sulle tracce del Galloitalico e del Franco-Provenzale, come ricchezza da condividere. Un’opportunità che può essere da esempio anche per l’Italia, per la sua identità comune e nazionale, con una finestra aperta anche verso l’internazionalità, un modello per unire grazie ad una storia comune.
Ambito di riferimento: ” FICLU IN AZIONE”: Progetto Identità – Comunità d’eredità – World Heritage
Finalità
Guardare e Comprendere il territorio con “occhi e cuore UNESCO”.
ll Progetto “Il Galloitalico ed il Franco provenzale in Italia ed in Europa: un itinerario alla scoperta delle tracce del patrimonio linguistico in Italia e nel mondo” intende promuovere, attraverso la rete dei Club, la conoscenza del ricco patrimonio immateriale linguistico e letterario e musicale.
Le Iniziative, in raccordo con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 ( Goal/11- rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili; 11.4 – rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo; 12 – garantire modelli sostenibili di produzione e sviluppo; 12.b – sviluppare ed applicare strumenti per monitorare gli impatti di sviluppo sostenibile per il turismo sostenibile, che crei posti di lavoro e promuova la cultura e i prodotti locali; 16 – promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile
Azioni
L’intento della rete dei Club sarà quella di dare il loro contributo con iniziative, a che si possa strutturare in un itinerario culturale anche multimediale ……..
Le azioni del Progetto sono connesse con il tema “Turismo consapevole e responsabile” in relazione ai criteri UNESCO di valorizzazione e fruizione del Patrimonio Culturale ed ai principi dello Sviluppo Sostenibile. (Goal/2 Sconfiggere la fame –Goal/3 Salute e benessere – Goal/11Città e comunità sostenibili – Goal /12 Consumo e produzioni responsabili) Tematiche da evidenziare Club sensibilizzeranno l’opinione pubblica con iniziative volte alla conoscenza di L’obiettivo operativo finale del Progetto consiste, attraverso le iniziative dei vari Club per l’UNESCO, nello stendere un itinerario , che sia veicolo culturale per diffondere i concetti di valorizzazione e tutela del Patrimonio immateriale secondo gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Proposta operativa per i Club :
- individuare nel territorio di appartenenza emergenze storiche e linguistiche
- ricercare conoscenze e pratiche nella lingua galloitalica o franco-provenzale presenti nel territorio di appartenenza riguardanti la natura, l’universo, usi, costumi ecc.
- ricercare nei testi orali e scritti locali tracce della cultura galloitalica o franco-provenzale
- attribuire valore a tali espressioni, scritti o pratiche della comunità.
Il patrimonio culturale immateriale non è la manifestazione culturale stessa, ma piuttosto la ricchezza di conoscenze e abilità che viene trasmessa attraverso di essa da una generazione all’altra anche attraverso la lingua o i testi letterari.
Il valore sociale ed economico di questa trasmissione di conoscenza è rilevante sia per il singolo territorio che per l’intera comunità ,infatti il patrimonio culturale immateriale può essere patrimonio solo se riconosciuto come tale dalle comunità, dai gruppi o dagli individui che lo creano, lo mantengono e lo trasmettono – senza il loro riconoscimento, nessun altro può decidere per loro che una determinata espressione o pratica è la loro eredità. Con questi elementi tracciare un itinerario
Metodologia di lavoro
Adesione dei Club al Progetto
Individuazione dell’ambito specifico di azione
Comunicazione al Referente nazionale
Progettazione e realizzazione di iniziative
Monitoraggio
Presentazione dei risultati
Coordinatori del progetto Maria Simone mariasimone5248@gmail.com
Paolo Totò Bellone paolototobellone@gmail.com
Ciro Esse segretario@ficlu.org
Anna Maria Di Rosa Placa anna.placa@libero.it
Saranno messe in atto le indicazioni e le proposte operative elaborate dai coordinatori del progetto FICLU: “Paesaggi culturali ed emozioni” al fine di realizzare eventi in rete che diano forza all’attività dei Club e Centri per l’UNESCO sui diversi territori italiani e contribuiscano al rafforzamento della rete stessa.