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Reggio

Reggio Emilia è un comune capoluogo dell’omonima provincia. La città  può fregiarsi dell’appellativo di Città del Tricolore, in quanto la bandiera d’Italia, su ispirazione dei vessilli della Repubblica Cispadana, nacque e fu esposta per la prima volta in questa città, nella settecentesca sala del tricolore del Municipio il 7 gennaio 1797.

In epoca preistorica l’area è abitata da popolazioni di etnia celto-ligure. A partire del VI secolo a.C. si stabiliscono nel territorio numerose colonie etrusche, attestate con certezza da svariati ritrovamenti archeologici

Con la conquista romana della Gallia Cisalpina e la sottomissione della tribù celtica militarmente dominante, i Galli Boi, il comando passa definitivamente ai romani, che vi impiantarono un presidio militare a difesa della via Emilia. La provincia romana della Gallia Cisalpina diventa ben presto una delle aree più floride dell’impero, e Reggio evolve al rango di città.

Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente la città venne quasi spopolata. Dopo la conquista longobarda nel VI secolo  la città fu capitale del Ducato di Reggio, poi nell’Alto Medioevo divenuta sede vescovile divenne libero comune, ma restò soggetta a feroci lotte intestine, che la portarono alla trasformazione in signoria sotto gli Este e in seguito a Ducato.

Piacenza

Piacenza è un comune capoluogo dell’omonima provincia.

Popolato sin dall’antichità da popolazioni di stirpe ligure, il territorio corrispondente all’odierna Piacenza ad un certo punto venne conquistato prima dagli Etruschi, poi dai Celti ed infine dai Romani, che vi fondarono la colonia di Placentia nel 218 A.C.. Svolse l’importante ruolo strategico di avamposto militare contro le armate di Annibale, che muoveva dalla Spagna per giungere in Italia.  La città resistette agli attacchi punici e fiorì come centro commerciale sulla via Emilia.

La cristianizzazione della città avvenne anche per opera di martiri come Sant’Antonino, centurione piacentino ucciso durante il regno dell’imperatore Diocleziano che divenne, poi, patrono della città e a cui venne dedicata la prima cattedrale piacentina, costruita tra il 350 e il 375 d. C. Nel 476 d.C. nelle vicinanze della città si tenne la battaglia tra mercenari germanici e le ultime truppe romane che portò alla deposizione dell’ultimo imperatore romano d’occidente, Romolo Augusto, ad opera del re degli Eruli Odoacre.

Divenuta sede di un ducato longobardo, quindi conquistata dai Franchi, la città acquistò maggiore importanza intorno all’anno mille, trovandosi lungo il percorso della via Francigena. Dal 1126 fu libero comune comune e nel 1167 fu tra le città che costituirono la Lega Lombarda nell’ambito degli scontri con il Barbarossa, il quale fu sconfitto dall’alleanza tra i comuni nel 1176 a Legnano. Nel 1183, presso la basilica di Sant’Antonino, vennero firmati i preliminari della pace di Costanza tra i delegati della Lega Lombarda e i delegati imperiali. Dopo due secoli di lotte tra le famiglie nobili di opposta fede guelfa e ghibellina, a partire dal 1335 la città fu assoggettata alla signoria della famiglia Visconti. In seguito rimase, con l’eccezione di brevi periodi, sotto il dominio milanese fino al 1521 quando passò sotto il controllo dello Stato della Chiesa.

Nel 1545 fu eretta a ducato ad opera del papa insieme alla vicina Parma, divenendo, inizialmente, la capitale del Ducato di Parma e Piacenza governato dalla famiglia Farnese.

Parma

Parma è comune capoluogo dell’omonima provincia. Il toponimo deriverebbe dallo scudo rotondo utilizzato dall’esercito romano. Secondo altri  avrebbe invece un’origine più antica, derivata dai gentilizi etruschi i Parmnie, al femminile Parmni, dall’antroponimo Parme.

Tracce di insediamenti risalgono sia al Neolitico, sia all’età del Bronzo, ma secondo Tito Livio Parma sarebbe stata fondata dagli Etruschi. Successivamente, verso il IV secolo A.C.., la regione venne occupata dai Celti Boi.  Nel 183 A.C., Parma divenne una colonia romana.

In tempi successivi, la crisi dell’Impero Romano causerà anche a Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica finché   nel 377  l’imperatore Graziano concesse di stabilirsi nella zona ad una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di Attila si contrappose, dopo il 502, la rinascita ad opera di Teodorico; dopo le drammatiche  guerre gotiche ci fu  il rifiorire durante il breve periodo bizantino tra il 539 ed il 568.

Con l’arrivo dei Longobardi  nel 593 Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo, la capitale di un ducato in cui risiedeva una delle figlie del re Agilulfo. I Franchi succedettero ai duchi longobardi e nell’ 879 Carlomanno accordò al vescovo Guibodo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei Magiari, seguì un periodo di pace e crescita demografica. In questa fase Parma continuò ad essere governata da una lunga serie di conti-vescovi fino al XII secolo, quando la città divenne un libero comune, amministrato da un podestà  e da un capitano del popolo. Nel 1160 Federico Barbarossa  sottomise i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all’Impero, ma l’autorità imperiale verrà sconfitta nella battaglia di Legnano del 1176 dalle città riunite nella Lega Lombarda. Nel 1183 la Pace di Costanza ristabilì l’autonomia cittadina.

Nella lunga contesa tra guelfi e ghibellini, che dominò la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schierò dapprima con i ghibellini, favorevoli all’Imperatore, e successivamente con i guelfi. Seguì un periodo di dominazione straniera: Parma fu sottoposta al dominio milanese dei Visconti, a cui  succederanno gli Sforza, ma anche le dominazioni francesi.